D'Annunzio": ventidue donne su cento, di età media inferiore a 30 anni, hanno subìto atti di stalking. Stalking, ovvero una forma di violenza psicologica esplicata con comportamenti persecutori, attraverso molestie, atteggiamenti minacciosi e di controllo nei confronti della vittima. Telefonate o sms insistenti sono i tratti più frequenti dello stalking che viaggia sull'asse pescarese-teatino: in particolare, a Pescara l'uso del telefono raggiunge l'85%, mentre gli appostamenti rappresentano il 10% delle modalità di stalking. L'80% inoltre, a Pescara non viene denunciato. Chi crede che lo stalker non possa che essere un uomo, deve ricredersi: lo testimonia la storia di Maria, una donna messinese che ieri mattina, durante la presentazione della ricerca, ha raccontato la propria esperienza. Perseguitata dal 2007 con messaggi minatori, ha scoperto che lo stalker era in realtà una lei: la ex di un suo vicino di casa. Questo dimostra che lo stalking è una piaga che non conosce confini. Come spiega Massimo Lattanzi, fondatore dell'Osservatorio Nazionale sullo Stalking: «Il problema è che attualmente questo fenomeno non costituisce reato: al riguardo, c'è solo un disegno di legge. Il lavoro più grande è quello dei familiari, che devono stare vicino a chi viene colpito dallo stalking». Per cercare di contrastare questo fenomeno, Fater (una delle più importanti aziende del Pescarese) e Osservatorio Nazionale sullo Stalking lanceranno proprio sul territorio di Pescara-Chieti, un centro di ascolto e assistenza per le vittime di molestie insistenti.
M.G.
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31/10/2008