La vicenda risale al 2005 quando M.M. e la sua convivente chiesero 5000 euro al Di Rosa al quale dettero in garanzia un'auto del valore di 23 mila euro, valore ritenuto esageratamente basso rispetto a quello di mercato per cui pendeva, per l'accusa, un rapporto non del tutto lecito. L'accordo tra le parti era che se M.M. non avesse pagato le rate il Di Rosa avrebbe venduto l'auto in garanzia. La moglie di M.M. dopo qualche tempo dal prestito sporse denuncia ai Carabinieri di Sulmona. Il Tribunale, quindi, ha assolto L.M., moglie del Di Rosa, per non aver commesso il fatto, e ha condannato Pasquale Di Rosa a 4 anni di reclusione dopo che il Pm Aura Scarsella aveva chiesto una condanna a 3 anni e 7500 euro di multa.
B.D.M.
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25/10/2008