Un comitato civico, nato in questi giorni, lancia una petizione popolare per un estremo tentativo di fermare la soppressione dell'importante reparto militare, erede della tradizione che ha visto ospite della stessa caserma il Reggimento di fanteria "Acqui", passato alla storia per i tragici fatti di Cefalonia. «Oggi il reparto militare che rischia la soppressione si compone di oltre un centinaio di persone tra ufficiali, sottufficiali e militari di truppa - ricordano dal comitato - la loro uscita di scena sancirebbe l'abbandono di numerose proprietà in città e nei centri più vicini, segnando ancora un passo avanti dell'area peligna verso il baratro». A rischio sono anche i posti di lavoro collegati all'indotto della presenza di un reparto militare. «Un centinaio di persone resterebbero senza occupazione, lavorando all'interno della struttura militare nei settori della ristorazione, della pulizia e della manutenzione» avverte ancora il comitato. In un anno si calcola che sono all'incirca un migliaio i militari che transitano in città grazie alla presenza del Battaglione "Abruzzi", lasciando in media cinquecento euro al mese nelle casse delle attività commerciali. Ora questa preziosa fonte di consumi e di guadagni rischia di essere prosciugata. «La cittadinanza sulmonese e quella dell'intero comprensorio devono essere fortemente unite in questa battaglia di salvaguardia di una storica presenza e dell'economia locale, già in condizioni di preoccupante precarietà» ammoniscono i cittadini del comitato, reclamando una mobilitazione a difesa della caserma "Battisti".
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24/10/2008