Tra gli interventi quello di Lanfranco Tenaglia, parlamentare e Ministro ombra della giustizia nel Pd: «Il lodo Alfano secondo noi è un disegno di legge incostituzionale - ha sostenuto - Lo abbiamo denunciato in sede parlamentare e ora è il momento di tacere, perchè sarà la Corte Costituzionale a dire l'ultima parola. La politica adesso faccia un passo indietro». Sulle intercettazioni chiede a Berlusconi un gesto di coerenza: «Il Presidente del consiglio parla di corruzione endemica nella pubblica amministrazione: si dimostri allora, per una volta, coerente con le parole pronunciate e non impedisca l'uso delle intercettazioni per i reati in questo settore. Non cerchi di impedire che si possa usare uno strumento di indagine fondamentale per combattere questo tipo di reati che falsano le fondamentali regole della concorrenza, per cui a vincere è sempre il peggiore. E gli unici a pagare sono cittadini in termini di maggiori costi e peggiori servizi. La lotta alla corruzione - sottolinea Tenaglia - è fondamentale, ma il governo fino ad oggi ha dato segnali profondamente contraddittori, come dimostra il taglio delle risorse per gli uffici giudiziari, 800 milioni di euro nei prossimi tre anni. Risorse fondamentali per compiti di questo genere. Dati di fatto che, come al solito, smentiscono le parole del presidente del Consiglio»». Sulle intercettazioni è intervenuto anche il segretario nazionale dell'Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino: « Limitare solo al provvedimento delle intercettazioni l'aggressione che c'è nei confronti dell'informazione è un errore — ha spiegato — perché in Parlamento, è bene si sappia, ci sono altre iniziative, ad esempio in tema di diffamazione, che se passassero costringerebbero quasi tutti i giornali a chiudere per mancanza di direttori o di giornalisti in grado di poter scrivere». Per Iacopino «è un'aggressione che francamente trova sponde incomprensibili a volte anche all'interno della nostra categoria».
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12/10/2008