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Francesco Di Miero L'ombra di ...

Francesco Di Miero
L'ombra di "sanitopoli" si allunga soprattutto sul Partito democratico. Al nuovo soggetto politico, nato dalla fuzione di Ds e Margherita, appartenevano (appartengono) infatti i personaggi eccellenti dello scandalo della sanità: dall'ex governatore Ottaviano Del Turco, al suo fido segretario della presidenza, Lamberto Quarta, all'ex capogruppo del Pd in consiglio regionale, Camillo Cesarone.

Comprensibili perciò le difficoltà in cui si dibatte il partito di Veltroni che cerca di dare un taglio al recentissimo passato. Inpresa difficile nei confronti soprattutto di un'opinione pubblica frastornata e disgustata. Ma il tempo stringe e, se vuole avere qualche chance, il Pd deve allerarsi con forze politiche alla sua sinistra. Il recente seminario nell'aerostazione di Pescara in verità è stato un modo per cominciare a prendere alla larga il problema. Parlare di programmi è importante, ed è a tutti noto ciò di cui l'Abruzzo ha bisogno per risollevare la propria economia. Ma quello che i cittadini più reclamano è un cambio di rotta sostanziale verso la moralizzazione della vita pubblica. E su questo aspetto poco o nulla si è detto nell'incontro di sabato scorso. Dunqua la necessità di trovare alleati e, soprattutto, di presentare come candidato alla presidenza della Regione un uomo (una donna) che dia garanzie di capacità amministrativa e di assoluto rigore morale. E mentre il Pd, come Diogene, è alla ricerca dell'uomo, Antonio Di Pietro ha messo un punto fermo candidando l'on. Carlo Costantini per l'Italia dei valori con una lista aperta alla società civile. Chi ci vuole stare - il messaggio ovviamente è rivolto al centrosinistra - bene, altrimenti andremo da soli. Il Pd annaspa. «Costantini - ha detto a caldo il segretario regionale del Pd Luciano D'Alfonso - è un punto di riferimento, un punto di partenza per la coalizione». Diplomazia, ma senza entusiasmo. Invece la mossa dell'Idv ha già trovato una sponda nella Sinistra democratica. Per il coordinatore regionale Gianni Melilla si tratta di «un buon candidato che ha avuto una positiva esperienza di consigliere regionale nellegislatura 2000-2005 e con il quale abbiano sempre collaborato con lealtà e serietà». E ancora: «L'Idv è una componente importante del centtrosinistra e dobbiamo essere tutti uniti su un programma chiaro e rigoroso con candidati nella varie liste che non abbiano procedimenti giudiziari». Ecco dunque che ritorna l'ombra di "sanitopoli". Senza alleanze alla sua sinistra, il Pd non ha obiettivamente molte speranze di un successo elettorale.

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15/09/2008










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