«Al fine di sgombrare il campo da eventuali equivoci e speculazioni — scrive Forza Italia in un documento — precisiamo che il nostro candidato sindaco dovrà appartenere dichiaratamente all'area del centrodestra, condividerne i principi ed averne i requistiti essenziali: onestà, senso del dovere spirito di sacrificio ed impulso a migliorare Nereto.Alla luce delle strumentalizzazioni che vengono fatte ciricolare, il nostro candidato sindaco non potrà essere un cittadino coinvolto di rettamente nelle "mancanze" dell'attuale maggioranza». Giampiero Masi non viene mai nominato ma il riferimento alle voci sulla sua eventuale «cooptazione» sono fin troppo ersplicite. L'obiettivo del Pdl è dunque quello di evitare qualsiasi riferimento attuale maggioranza di centrosinistra. Una maggioranza, questa di Sergio Moroni, decisamente alla deriva, in questo scampolo di mandato amministrativo, il che getta luci preoccupanti sul futuro del Pd neretese, già spaccato a pochi giorni dalla sua costituzione. E da tale dicotomia politica , si è passati inevitabilmente,e senza esclusione di colpi, a quella amministrativa. E' stato lo Sdi ad aprire la falla, per certi aspetti irreparabile , nell'esecutivo guidato da Moroni: lo stesso Sdi, che ha il suo rappresentante istituzionale proprio nel vicesindaco Giampiero Masi, che non ha risparmiato fendenti agli alleati di giunta ex Ds e Margherita. «Sleale ed antidemocratico — ha scritto a suo tempo l'ex Sdi — l'atteggiamento di coloro che hanno ricercato il consenso con metodi che nulla hanno a che fare con i motivi fondanti del nuovo partito.Noi non accettiamo intidimidazioni o ricatti che possano ledere gli interessi degli elettori di Nereto».
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15/09/2008