«Solitamente i Prg non arrivano a conclusione perchè provocano, visti gli interessi che muovono, lo sfaldamento delle maggioranze — commenta Chiodi — Quanto avvenuto a Teramo dimostra che questa giunta è stata la più grande risorsa per la città e questo sia per le capacità amministrative che per il senso di responsabilità». Da oggi, dunque, Teramo potrà pensare al futuro, ad attirare nuovi investimenti, a costruire un modello urbanistico nuovo. «Sotteso a questo piano c'è un concetto di crescita e sviluppo che si coniuga con le esigenze dei cittadini — sottolinea Mazzarelli — soprattutto di chi, nelle periferie, ha un pezzo di terra su cui potrà costruire una casa per i figli». Un piano che per l'assessore non lascia spazio a speculazioni e che può dirsi effettivamente un "piano sociale", come definito da Romanelli. Un piano moderno, forse non modernissimo per i ritardi del passato e per una legge regionale «che andrebbe modificata» e che insieme alla Stu, all'edilizia programmata, al project financing per il nuovo teatro, consegnerà alla nuova amministrazione strumenti essenziali per lo sviluppo di Teramo.
Al.Mar.
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15/08/2008