E' davvero difficile pensare, infatti, che, nel periodo storico più oscuro per la gestione economica della sanità in Abruzzo, si possa mettere mano alla costruzione di un nuovo ospedale. Eppure, solo lo scorso 4 giugno dal Palazzo di Città arrivò la conferma che si stavano muovendo i primi concreti passi verso la realizzazione del nosocomio, atteso sin dal 1998, quando l'allora Amministrazione Tagliente acquisì dalla ex società Siv, per 2 miliardi e 300 milioni di vecchie lire più Iva, i terreni di località Pozzitello, al confine con San Salvo, individuati per la costruzione dell'ospedale. Su richiesta della Regione, si era svolto, infatti, il primo incontro tecnico-operativo tra i rappresentanti del Comune e i responsabili della programmazione della Asl Lanciano-Vasto per prendere in esame le infrastrutture già esistenti e quelle necessarie. «Finalmente fatti concreti e non chiacchiere», aveva detto fiducioso il sindaco Lapenna, intenzionato a convocare al più presto un incontro con i rappresentanti di tutti gli Enti interessati alla realizzazione dell'ospedale. «Si tratterà ora di capire come riconvertire la struttura del vecchio nosocomio», aveva aggiunto il sindaco. Alla luce del ciclone abbattutosi sulla sanità abruzzese, ora quella vecchia struttura occorre tenersela ben stretta, mentre risuona come una beffa quanto, nel lontano febbraio 2001, ebbe a dichiarare l'allora assessore regionale alla sanità, Rocco Salini, che disse: «Al più presto appalteremo l'opera chiavi in mano e, entro due anni, il nuovo ospedale di Vasto sarà pronto».
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11/08/2008