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La protesta di Vittorio Sgarbi, curatore della rassegna, per l'assenza deò governatore Del Turco alla cerimonia di inaugurazione

I sogni di Michele Cascella

Gigliola Baldassarre
FRANCAVILLA Non ci sta Vittorio Sgarbi ad accettare l'assenza del presidente della Regione Ottaviano del Turco all'inaugurazione francavillese della mostra "Michele Cascella. La gioia di vivere". Inconcepibile per il critico d'arte, nonché curatore dell'esposizione, la mancata presenza di un abruzzese illustre, per di più rappresentante della massima istituzione regionale, come Del Turco alla rassegna che celebra e ricorda un grande artista abruzzese, che racconta con vividezza e passione la sua terra.

"Per Cascella il mondo è un grande giardino", così Vittorio Sgarbi presenta la mostra, inaugurata ieri al Museo Michetti e opportunamente intitolata "Michele Cascella: La Gioia di vivere". Il critico d'arte, presenti il sindaco Nicolino Di Quinzio, l'assessore alla Cultura Luciano Orsini e il gallerista ed editore grafico di Michele Cascella, Pier Paolo Cimatti, ha illustrato alla stampa la rassegna: oltre ottanta opere che attraversano tutte le principali fasi espressive dell'artista, dagli esordi più remoti all'attività estrema, seguendo un arco cronologico compreso fra il 1905 al 1987. Si comincia con le opere giovanili, fra Abruzzo, Milano e Parigi, nelle quali Cascella rivela immediatamente il talento che lo contraddistinguerà per il resto della carriera, quello di colorista, segnato certamente dall'imprinting di Michetti, ma rinnovato alla luce degli sviluppi del Post-Impressionismo più coerenti con la lezione di Monet e Rénoir e si prosegue con gli straordinari lavori che assicureranno all'artista abruzzese un successo di portata internazionale. «Vituperato in vita perché troppo indulgente nei confronti della popolarità, perché troppo 'commerciale', come si diceva allora - sottolinea Sgarbi - Cascella si prende ora le sue rivincite.». Significative le parole di Cimatti che racconta «quando Michele Cascella decise di diventare artista, il padre Basilio, mostrandogli colori e pennelli, gli disse che avrebbe imparato cos'è la pittura il giorno in cui sarebbe stato capace di dipingere l'aria. Michele non se lo dimenticò mai, cercò sempre di raggiungere quell'obbiettivo». La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dalle 18 alle 24 fino al prossimo 30 settembre.

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13/07/2008










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