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Proteste contro l'ordinanza che concede ai locali di stare aperti fino alle 3 del mattino

Proroga degli orari, è guerra

Federico Ioannoni
Sulla musica e i locali aperti fino a tardi Teramo si divide. Non si sono fatte attendere le reazioni di cittadini ed addetti ai lavori sulle ultime due ordinanze emanate dal Comune e che riguardano gli orari di apertura e chiusura di bar e locali e le emissioni sonore.

Infatti fino al 30 di settembre le attività commerciali potranno restare aperte almeno fino alle 2 di notte, con proroga alle 3 ogni venerdì e sabato, mentre per quanto riguarda musica e concerti rimane lo stop a mezzanotte, salvo prorogare di un'ora nei week-end. «Riteniamo si tratti di un giusto compromesso per venire incontro alle esigenze di tutti, sia di chi vive che di chi lavora in centro storico - sottolinea l'assessore alle attività produttive Giorgio D'Ignazio. Su questo però i pareri divergono decisamente: i residenti infatti, dopo appena un week-end, sembrano già decisi a dare battaglia, ma non tanto per la musica, quanto per gli schiamazzi notturni e le urla che invadano piazza Martiri e le zone adiacenti. Ma se Atene piange Sparta non ride. «Così non è possibile lavorare - confermano alcuni gestori di attività commerciali - non ci sono infatti solo gli orari da rispettare, bisogna pure stare attenti ai decibel ed al volume, per non parlare poi degli schiamazzi fuori dai locali, per i quali non possiamo fare nulla". Per mettersi in regola con le nuove normative riguardanti le emissioni sonore bisogna infatti investire un sacco di soldi in piani antirumore e limitatori di decibel.

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30/06/2008










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