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La parte sud della città (Porta Nuova) ne è sprovvista mentre due sono concentrati a nord (Via Rieti e via Bovio)

Dov'è finito il distretto sanitario?
Il problema sollevato in commissione dal consigliere comunale Gianni Teodoro

Francesco Di Miero
Si fa un gran parlare, ad ogni livello, di medicina del territorio , dei distretti sanitari di base per evitare quei ricoveri impropri che intasano gli ospedali e aggravano la già critica situzione finanziaria della Asl. Lo sostengono i sindacati, lo ripetono gli operatori della sanità, lo ribadiscono i manager degli ospedali, ma in concreto si fa poco, molto poco.

Prendiamo la situazione di Pescara. I distretti sanitari di base, dove si possono eseguire accertamenti e cure senza la necessità di ricoveri ospedalieri, sono concentrati entrambi a nord della città: uno in via Rieti, l'altro in viale Bovio. La zona sud, al di là del fiume, ne è sprovvista con la penalizzazione soprattutto degli abitanti del quartiere di San Donato che presenta un forte invecchiamento della popolazione. Il problema è stato sollevato, non da ora, dal consigliere comunale Gianni Teodoro che ultimamente lo ha prospettato in sede di commissione consiiliare della Sanità.
«La questione - racconta Teodoro - si trascina da tanti, troppi anni. La sede del distretto sanitario di base è ancora un rustico e tale è rimasto a seguito di un contenzioso giudiziario tra la Asl e il proprietario. Ora che la vicenda si è conclusa con il pronunciamento della Cassazione, il fabbricato sito in piazza mons. Italo Febo dovrebbe essere completato per dotare finalmente la zona di Porta Nuova e, più precisamente, di San Donato, di un distretto sanitario di base. Circa 50 anni fa in questa zona venne insediata la cosiddetta "città satellite" con una popolazione giovane. Ora queste persone sono diventate anziane e soffrono il disagio di non avere nelle vicinanze un presidio sanitario». In una prossima riunione della commissione consiliare per la sanità verranno ascoltati funzionari e tecnici della Asl. «Se non si faranno passi in avanti - puntualizza Gianni Teodoro - oranizzerò manifestazioni di protesta anche clamorose. Il problema ovviamente non riguarda solo la Asl di Pescara, ma anche l'amministrazione comunale che dovrebbe prendere a cuore il problema fino a portarlo a soluzione».

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29/06/2008










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