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Giro di vite nei controlli sui locali e lungo la Riviera

Il giro di vite non si è fatto attendere: un vero e proprio servizio di sicurezza è stato predisposto dalle forze dell'ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale) che hanno controllato sia la Riviera che Pescaravecchia per garantire sia il rispetto degli orari di chiusura dei locali che il regolamento sulla distribuzione delle bevande alcoliche.

Ma, come si legge in una nota «particolare attenzione è stata riservata anche alla prevenzione dei fenomeni negativi che interessano la popolazione giovanile, come l'abuso di droga e alcol e il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza stradale». Intanto, i controlli sui locali: sono in corso accertamenti su licenze e autorizzazioni per quattro stabilimenti balneari particolarmente popolari e cioè Zara, Medusa, Tabacchi jazz e Lampara. La Polizia municipale deve valutare se l'attività viene esercitata nei limiti della norma: nell'immediato non è stata comminata alcuna sanzione. Tutti i locali hanno comunque rispettato l'orario di chiusura fissato. Poi i controlli su strada: è scarsissimo, secondo la Polizia di Stato, il rispetto dei divieti di sosta lungo la Riviera. Macchine e moto invadono ogni spazio disponibile, anche quelli riservati ai pedoni e ai portatori di handicap: centocinquanta le contravvenzioni elevate complessivamente per violazioni del codice della strada. E, per quanto riguarda la viabilità, non è andata molto meglio nella mattinata di domenica: i parcheggi sulle aree private, appena entrati «in servizio» si sono rapidamente riempiti e trovate un posto, già verso le dieci, era una vera e propria avventura. La polizia municipale, in servizio e in forze già dalle prime ore, ha effettuato anche opera di prevenzione invitando i cittadini a non parcheggiare sul marciapiedi. Risultato: 280 multe e 10 rimozioni. Un esempio di educazione civile è il caso raccontato da un nostro lettore: famiglie con bambini bloccate nel parcheggio privato dello stabilimento «La Caravella» chiuso da un'autovettura il cui proprietario, pur chiamato più volte con il megafono, ha lasciato la gente ad attendere per un'ora sotto il sole.

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23/06/2008










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