«Gli studenti pendolari
vivono già il disagio materiale legato al viaggio - ha
sottolineato il presidente della Comunità Antonio Carrara -
e non è giusto che le famiglie debbano sopportare anche un
peso economico che, per coloro che abitano nei paesi più
lontani da Sulmona, diventa molto consistente. È ingiusto -
ha continuato - che in periodi come questo, dove si discute
di privatizzazione della scuola e di libertà di scelta tra
scuola privata e scuola pubblica, quasi mai si prenda in
esame la situazione di chi vive in piccoli paesi e non ha
alcuna libertà di scelta». Il contributo che la Comunità
montana destina agli studenti, oltre a favorire il diritto
allo studio, è anche un modo tangibile per invitare le
famiglie e i giovani a rimanere a vivere nei loro
paesi.OREDROB:#DELBAR@%@
Vai alla homepage
02/06/2008