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Controlli del Noe sul trasporto di materiale ferroso, nel mirino un'azienda di Montesilvano

Rifiuti gestiti irregolarmente denunciati 163 imprenditori

Angela Pizzi
Ferro sotto accusa, quello trasportato illegalmente senza le dovute prescrizioni. Nel mirino dei carabinieri del Noe e dei colleghi della Compagnia di Montesilvano sono finiti il titolare di una ditta di gestione rifiuti e i "conferitori".

In tutto 163 denunciati. Imponente il risultato di un'attività di controllo sul territorio realizzata negli ultimi giorni sul Comune di Montesilvano. In particolare i militari, coordinati dal tenente Fiorindo Basilico, responsabile del Noe, e dal capitano Enzo Marinelli, comandante della Compagnia di Montesilvano, lo scorso 27 maggio hanno ispezionato una ditta di gestione rifiuti, ubicati sulla via Vestina, che si occupa principalmente di materiale ferroso. Dal controllo sono emerse violazioni alle prescrizioni dell'atto autorizzatorio; inoltre, tra i conferitori, è risultato che 162 di loro non avevano le autorizzazioni previste per le operazioni di raccolta e trasporto di questi rifiuti specifici. Sembra strano, ma l'unica documentazioni di cui avrebbero avuto bisogno era l'iscrizione alla Camera di commercio. Al termine degli accertamenti, il titolare della ditta è stato denunciato in stato di libertà perché non è stato in grado di presentare agli inquirenti l'autorizzazione inerente lo stoccaggio di rifiuti. Stessa sorte anche per 162 persone che, dal mese di febbraio, avrebbero conferito circa 1000 tonnellate di materiale ferroso per un valore commerciale di circa 250mila euro: dovranno rispondere di gestione illecita di rifiuti ferrosi. I denunciati rischiano una pena che va dall'arresto di tre mesi ad un anno o l'ammenda da 2.600 euro a 26mila euro. E non è detto che le indagini si possano ritenere concluse. I carabinieri del Noe, infatti, sono sul piede di guerra contro la trattazione illecita di ferro in tutto l'Abruzzo. Esemplare il sequestro di un carico di ferro vecchio effettuato tempo fa a bordo di una nave. In quell'occasione si trattava di rifiuti ferrosi che sono stati invece registrati come materiale utile. E da non trascurare nemmeno il sequestro dell'intero impianto che gestiva il ferro operato in provincia di Chieti.

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29/05/2008










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