Un solo striscione «Sitindustrie Sulmona... la Cina ti è
vicina». La preoccupazione è legata al futuro dell'azienda
che a chiare lettere ha detto di non riuscire più a
lavorare in Italia e che presto avrebbe trasferito le
commesse nei paesi orientali. Ora le priorità sono:
l'incontro del 27 maggio alla Prefettura dell'Aquila e uno
col sindaco Federico prima del tavolo ministeriale dell'11
giugno. La triplice è stata chiara: «Non accetteremo in
nessun modo la chiusura perchè sappiamo che il mercato dei
dissalatori è in continua espansione. Quest'anno l'aumento
è pari al 30% rispetto a quello scorso e non permetteremo
nemmeno lo spostamento dei macchinari, almeno fino a quando
non ci diranno che i posti di lavoro saranno mantenuti».
Oltre a una strategia per il tavolo romano, si chiederà al
Ministero l'attivazione di un tavolo di settore per capire
se in Italia esistono soluzioni diverse per salvare lo
stabilimento sulmonese.
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25/05/2008