La
politica deve capirlo. L'economia abruzzese - ha aggiunto-
sta vivendo una congiuntura non favorevole, e ora è il
momento di cambiare registro. Diciamo un forte no
all'aumento delle tasse: altrimenti le imprese sono pronte
a forme di protesta nuove e significative». A queste parole
fa eco il segretario Enzo Giammarino: «l'incidente con il
governo nazionale - ha detto - deve chiudersi martedì,
nella seduta straordinaria del consiglio regionale, con una
presa di posizione unitaria e formale. Dai dati ufficiali
consegnati dalla Regione - ha proseguito - emerge, infatti,
che c'è una timida inversione di tendenza nei costi della
sanità: ma questo non basta e occorre intervenire in
maniera strutturale su quelle componenti che oggi, sotto
pressione, riducono i costi, ma pronti a riprendere la
corsa. A partire dalla rete ospedaliera». Le piccole e
medie imprese tornano dunque a chiedere di puntare sulla
necessità di coniugare sviluppo e risanamento. «È possibile
farlo - aggiunge Giammarino - se la politica assume il
coraggio di scelte radicali. Occorre aggredire
strutturalmente il deficit sanitario, intervenendo sulla
rete ospedaliera e su quei settori che producono debito in
maniera permanente. Se il registro non cambierà, siamo
pronti a scendere in piazza». Intanto larga adesione dei
segretari regionali dei maggiori partiti politici e dei
parlamentari abruzzesi alla richiesta di incontri, sul
problema del risanamento del "debito sanitario", da parte
di Confcommercio, Confindustria, Coldiretti, Casartigiani,
Cna, Confapi, Confesercenti, Confartigianato,
Confcooperative, Cia e Lega delle cooperative che si terrà
questa mattina al Marina di Pescara.
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24/05/2008