Lo ha affermato ieri
mattina l'uomo che alle dieci in punto ha cominciato la sua
protesta davanti al Tribunale di Sulmona. «Nel 1996 -
racconta l'uomo - mi fu rilasciata dal comune di Castel di
Sangro una concessione edilizia per la ricostruzione ex
novo e sopraelevaziane del ristorante che avevo. Dopo pochi
mesi, a seguito degli esposti di un vicino, mi fu revocata
l'autorizzazione alla sopraelevazione, così fui costretto a
ricostruire il solo ristorante identico a prima.
Naturalmente questo mi creò un danno economico notevole.
Ciò che mi rammarica è il fatto che l'autore degli esposti,
il cui terreno è adiacente al mio, ha potuto realizzare
quello che a me non è stato concesso dalla pubblica
amministrazione». Lo sfogo dell'uomo è durato molto anche
perchè la vicenda ha avuto pesanti risvolti familiari: «A
causa delle spese sostenute in oltre 11 anni di cause
civili e dei numerosi decreti ingiuntivi a causa di
prestiti al 14,75 %, la mia famiglia è stata ridotta sul
lastrico e da questa situazione ne è scaturita un'altra che
ha fortemente toccato gli affetti più cari che ho, tanto
che per poter vivere serenamente mi sono dovuto trasferire
in un'altra città».
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23/05/2008