È così che termina un documento siglato da
tutte le associazioni di categoria sul problema del debito
sanitario. Oltre che ai parlamentari, il documentro è stato
inviato ai vertici della Regione e a tutti i capigruppo.
Erano presenti all'incontro Confcommercio,
Conconfcooperative, Confindustria, Confapi, Cia Coldiretti,
Confesercenti, Lega delle Cooperative, Casartigiani, e
Confartigianato. Per le organizzazioni il presunto aumento
di Irpef e Irap oltre il limite massimo previsto dalla
legge nazionale, è una «notizia sconvolgente perché si
tratta di un aggravio di imposte regionali di ben 232,7
milioni di euro, che le Pmi e le famiglie del nostro
Abruzzo, già tartassate con aliquote superiori a quelle
delle altre Regioni, non possono sopportare. Notizia
inaspettata - si legge nel documento - perché dalla firma
del "Protocollo d'intesa" sulla "Sanità" tra la nostra
Regione e il Governo Centrale, la Giunta regionale ha
sempre assicurato che il risanamento dei costi della
"Sanità" procedeva secondo gli accordi, che ci avrebbero
portato all'azzeramento dell'incremento del debito del
"Servizio Sanitario" nel 2010, mantenendo costante la
pressione fiscale fino a tale data. Premesso, inoltre, che
il Presidente della Giunta regionale nella riunione di
"concertazione" tenutasi all'Aquila il 19 maggio scorso, si
è dichiarato fiducioso di evitare l'aggravio fiscale per
l'Abruzzo in un prossimo colloquio con il Sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, On. Gianni
Letta, le organizzazioni di categoria confidano adesso
nella risoluzione del problema in ambito nazionale. Le
organizzazioni di categoria, però, - viene rilevato nel
documento - chiedono al Presidente della Giunta regionale,
in caso di fallimento delle trattative a livello nazionale,
di reperire le risorse all'interno del bilancio regionale.
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22/05/2008