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Una incredibile storia scoperta dai Carabinieri nei controlli sulle proprietà degli zingari

Con violenze e minacce fanno abbandonare una casa

Flavia Buccilli
Violenze e minacce. Con questi metodi i coniugi Di Rocco sono riusciti ad entrare in possesso di un appartamento, facendo praticamente fuggire di casa i legittimi proprietari.
Da ieri, però, le cose sono cambiate: i coniugi Di Rocco sono stati arrestati dai carabinieri con l'accusa di estorsione aggravata e l'appartamento è finito sotto sequestro, e presto potrebbe tornare nella disponibilità dei proprietari.

La vicenda ha preso il via nel 2000 ed è andata avanti per anni: tutto è cominciato quando Umberto Di Rocco e la moglie Rosaria De Rosa, di 42 e 41 anni, ufficialmente disoccupati, hanno acquistato un appartamento, al primo piano di un villino in viale Europa 19, a Montesilvano, e si sono trasferiti lì. Per gli inquilini del piano terra, che sono anche i proprietari, è cominciata una sorta di tortura, perché era chiaro che i Di Rocco volessero quel villino a tutti i costi, e lo volevano intero, per cui sono cominciate angherie di ogni genere e tipo, comprese le minacce di morte e un'aggressione fisica. Le vittime di queste violenze, una famiglia composta da una coppia di coniugi con la figlia, ha subito a lungo e poi nel 2004, dopo la morte del capofamiglia, le due donne hanno gettato la spugna e lasciato l'appartamento, trasferendosi in un alloggio in affitto, senza denunciare alcunché. E così il piano terra del civico 19, in viale Europa, è stato occupato dalla famiglia Di Rocco, in particolare da uno dei figli di Umberto e Rosaria, con relativa famiglia, ma senza alcun titolo. Nel momento in cui i carabinieri del Reparto operativo - Nucleo investigativo hanno saputo come stavano le cose hanno convinto le vittime a parlare e, dopo le indagini, la Procura ha disposto il sequestro preventivo dell'appartamento occupato illegittimamente dai nomadi e l'arresto dei coniugi Di Rocco. Sotto sequestro anche 7.600 euro in contanti, otto buoni postali fruttiferi da 500mila lire ognuno, un libretto di deposito con 12.100 euro, due libretti di deposito a risparmio con 45.600 euro e un carnet di assegni postali in bianco, tutto nella disponibilità dei nomadi.

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22/05/2008










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