Annunziata di Chieti. «La cronica e
grave carenza di personale medico e soprattutto
infermieristico - commenta Aceto - della struttura teatina
oggi penalizza sempre di più l'offerta sanitaria rispetto
all'aumentata richiesta di una utenza che per più del 50%
proviene da fuori ASL». «Il Consiglio Regionale - prosegue
Aceto - pochi mesi fa ha approvato il nuovo Piano Sanitario
nel quale le scelte fatte hanno subito il condizionamento
del piano di risanamento già in atto, ma oggi non si può
non tenere in considerazione la necessità improcrastinabile
di adeguare le dotazioni organiche dei vari nosocomi. Se a
Chieti si individuano 450 unità lavorative esonerate da
mansioni e innumerevoli certificazioni quotidiane di
malattie, senza calcolare i part-time (119 unità), allora
viene fuori sicuramente un quadro di "stress da lavoro" che
caratterizza gli attuali operatori della sanità teatina».
«Quindi sono opportune, nel rispetto delle linee del Psr,
misure di salvaguardia dell'offerta sanitaria anche
attraverso la tutela degli operatori sanitari, e forse la
creazione di un unico capitolo di spesa regionale per il
costo del personale con limiti di produttività e di
servizio, potrebbe determinare effetti positivi,
soprattutto a Chieti dove la presenza di numerose strutture
specialistiche richiede un livello di assistenza sanitaria
elevato».
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21/05/2008