Inefficaci la
ritrovata tranquillità societaria e il sostanzioso premio
salvezza, il Lanciano non c'è, ripetendo le delusioni del
finale di stagione: squadra molle, imbarazzante
nell'assenza di mordente, poco lucida e per di più
condizionata da un arbitraggio discutibile, con un
espulsione per proteste dopo soli 30 minuti e il goal
stabiese viziato da un fallo di mani. A parte gli episodi
contestati, le vespe campane fanno meglio di Bolic e
compagni, con un 433 equilibrato e mai in affanno,
sfruttando una compagine che controlla, sfruttando la
pochezza avversaria per poi mettere al siscuro il proprio
destino.
Ora servirà un miracolo dalle proporzioni
gigantesche, forse troppo per un Lanciano che non ha mai
centrato lo specchio della porta. Moriero propone
l'abituale 4231, con Vincenti sulla destra, il ritorno di
Bagalini in mediana, Giorgetti e Lauria esterni offensivi,
a sostegno di Alberti trequartista e Bonvissuto riferimento
d'attacco. Non si spinge sulle fasce, il ritmo è blando, i
due davanti irritano per modestia e fiacca. L'approccio
iniziale è insomma un disastro, con un solo pallone messo
in mezzo e il disimpegno di Gritti che potrebbbe fare
autogol. Al 33esimo il Lanciano decide di farsi male: è
giallo per Vicedomini, con la stupida parolina di troppo
nei confornti dell'arbitro, che espelle il giocatore.
Inh superiorità numerica gli avversari giocano sul
velluto, prendendo tempo e sfruttando anche il fair play
rossonero, mentre moriero inserisce Silvestri per Lauria,
coprendo il centrocampo. Una prima frazione difficile anche
da descrivere per il buio troppo fitto, col Lanciano troppo
brutto per essere vero. Nella ripresa si spera in un
mordente diverso, invece è la Juve Stabia a premere: in
avvio, scivola Rizza al momento del controllo, poi
Marzocchi ci prova dalla distanza e ancora, al 14esimo
Peluso non sfrutta un tu per tu con Russo che respinge col
corpo. Dell'undici battagliero e sbarazzino non c'è nemmeno
il lontano ricordo, con gli innesti di Delli Carri e Wilker
che non cambiano la gara. Anzi, al 33esimo Caputo controlla
il pallone col braccino e poi esegue un gesto tecnico di
primordine, insaccando alla sinistra di Russo. La gara ha
ormai il suo epilogo, con la curva stabiese a mille giri e
la depressione rososnera. Nel finale ci si prova con
qualche tentativo, ma senza costrutto, quasi per abbrivio.
Termina così gara uno, tra l'eccitazione dei sostenitori
ospiti e i fischi di curva e tribuna, mai numerose come
stavolta. Se C2 dovrà essere il popolo rossonero esige
almeno la maglia sudata.
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19/05/2008