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Abruzzo

Il Lanciano si scotta le dita

Enrico Giancristofaro
LANCIANO Soffia forte il vento di rinnovamento, col popolo rossonero pronto come nel tempi migliori a spingere la squadra verso la salvezza. Purtroppo non sarà così in campo, con la famiglia Maio che "incassa" la delusione nel primo confronto ufficiale della nuova era.

Inefficaci la ritrovata tranquillità societaria e il sostanzioso premio salvezza, il Lanciano non c'è, ripetendo le delusioni del finale di stagione: squadra molle, imbarazzante nell'assenza di mordente, poco lucida e per di più condizionata da un arbitraggio discutibile, con un espulsione per proteste dopo soli 30 minuti e il goal stabiese viziato da un fallo di mani. A parte gli episodi contestati, le vespe campane fanno meglio di Bolic e compagni, con un 433 equilibrato e mai in affanno, sfruttando una compagine che controlla, sfruttando la pochezza avversaria per poi mettere al siscuro il proprio destino.
Ora servirà un miracolo dalle proporzioni gigantesche, forse troppo per un Lanciano che non ha mai centrato lo specchio della porta. Moriero propone l'abituale 4231, con Vincenti sulla destra, il ritorno di Bagalini in mediana, Giorgetti e Lauria esterni offensivi, a sostegno di Alberti trequartista e Bonvissuto riferimento d'attacco. Non si spinge sulle fasce, il ritmo è blando, i due davanti irritano per modestia e fiacca. L'approccio iniziale è insomma un disastro, con un solo pallone messo in mezzo e il disimpegno di Gritti che potrebbbe fare autogol. Al 33esimo il Lanciano decide di farsi male: è giallo per Vicedomini, con la stupida parolina di troppo nei confornti dell'arbitro, che espelle il giocatore.
Inh superiorità numerica gli avversari giocano sul velluto, prendendo tempo e sfruttando anche il fair play rossonero, mentre moriero inserisce Silvestri per Lauria, coprendo il centrocampo. Una prima frazione difficile anche da descrivere per il buio troppo fitto, col Lanciano troppo brutto per essere vero. Nella ripresa si spera in un mordente diverso, invece è la Juve Stabia a premere: in avvio, scivola Rizza al momento del controllo, poi Marzocchi ci prova dalla distanza e ancora, al 14esimo Peluso non sfrutta un tu per tu con Russo che respinge col corpo. Dell'undici battagliero e sbarazzino non c'è nemmeno il lontano ricordo, con gli innesti di Delli Carri e Wilker che non cambiano la gara. Anzi, al 33esimo Caputo controlla il pallone col braccino e poi esegue un gesto tecnico di primordine, insaccando alla sinistra di Russo. La gara ha ormai il suo epilogo, con la curva stabiese a mille giri e la depressione rososnera. Nel finale ci si prova con qualche tentativo, ma senza costrutto, quasi per abbrivio. Termina così gara uno, tra l'eccitazione dei sostenitori ospiti e i fischi di curva e tribuna, mai numerose come stavolta. Se C2 dovrà essere il popolo rossonero esige almeno la maglia sudata.

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19/05/2008










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