E' quanto emerge dai dati
sulla consistenza delle imprese del settore dei servizi
innovativi resi noti da Confindustria Teramo, che mettono
in luce come le aziende del terziario avanzato in provincia
siano ben 1.104, pari al 26% del totale regionale. Teramo,
dunque, si pone solo dietro Pescara per numero di imprese
nel settore dei servizi innovativi. Imprese che nella
maggior parte dei casi sono rappresentate da ditte
individuali (38%) e società di persone (circa il 10%) anche
se si registra un numero consistente anche di Srl (33%).
«Si avverte sempre più la necessità di una crescita
dimensionale delle aziende che dovrebbero mettersi insieme
— sottolinea Giuseppe Rapone, del settore terziario
avanzato di Confindustria — In questo senso in provincia e
in Regione c'è una grande difficoltà culturale a lavorare
uniti, a condividere progetti». Nell'analisi del settore si
tiene conto anche del peso del numero di imprese per
macrocategoria di attività. E così emerge che le più
numerose sono quelle legate ai servizi integrati agli
immobili e alle infrastrutture con 384 unità, seguite da
quelle che operano nella comunicazione e nel marketing
(282) e nell'information technology (230). «L'obiettivo di
questa iniziativa — commenta il direttore di Confindustria
Nicola Di Giovannantonio — è quello di spingere la pubblica
amministrazione e soprattutto la politica a cambiare le
proprie linee di indirizzo rispetto al passato. Non è
possibile che le aziende che operano nei servizi innovativi
a Teramo, con un know how di tutto rispetto, siano
considerate a livello nazionale e internazionale e
sconosciute ai nostri politici e ai nostri amministratori».
Da qui tutta una serie di proposte che come sottolineato
dal presidenze della sezione terziario avanzato di
Confindustria Cesare Zippilli vanno dal superamento del
nanismo aziendale tramite l'aggregazione delle imprese alla
promozione di un nuovo rapporto tra credito e servizi
innovativi e di un nuovo rapporto con il fisco che passi
anche per l'abolizione di misure come l'Irap che gravano
negativamente sul settore dei servizi. «Tra gli obiettivi
fondamentali — conclude Zippilli — anche la promozione, in
provincia, di un distretto Ict o di un distretto
tecnologico e la promozione dell'outsourcing dei servizi
"non core" delle pubbliche amministrazioni».
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09/05/2008