Lo
prevede d'altronde, un decreto legislativo di fine
febbraio, che dispone l'espulsione dal territorio italiano
per i cittadini comunitari più a rischio. La prima ad
attivarsi in Abruzzo è stata la questura di Pescara, che ha
preso i primi provvedimenti in tal senso: e il 30 aprile
l'Ufficio immigrazione, guidato da Marina Parisio, ha
imbarcato per la Romania a Fiumicino tre prostitute rumene,
sui vent'anni, in città da circa nove mesi. La Polizia le
aveva controllate ripetutamente, una trentina di volte, e
gli elementi raccolti hanno fatto ritenere che le ragazze
"offendessero la pubblica moralità e mettessero in pericolo
l'ordine e la sicurezza pubblica" ha spiegato la Parisio.
Il questore Cecere ha quindi proposto al prefetto Orrei, di
espellere queste giovani: e così è stato, con l'avallo del
giudice monocratico, Morelli, che ha convalidato il
provvedimento del prefetto. La polizia ritiene che
l'attività di queste tre prostitute lungo la riviera Sud,
nella zona di San Silvestro, fosse incompatibile con i
principi della civile convivenza; e la stessa cosa devono
aver pensato i cittadini che nei mesi scorsi hanno scritto
degli esposti per segnalare i fastidi provocati dalle
squillo. «Siamo solo all'inizio - ha assicurato la Parisio
- e non ci fermeremo qui, nel senso che non si escludono
provvedimenti del genere in altre zone». Occhi puntati,
poi, anche sugli sfruttatori.
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03/05/2008