La decisione è stata presa, nell'incontro
tenuto nella sede di via Passolanciano della Provincia di
Pescara cui hanno partecipato Antonio Castricone, assessore
al Lavoro, Francesco Colaci, direttore della Direzione
provinciale del lavoro, Ippolito Varrasso, rappresentante
della Scam, Carlo Salvatore della Legacoop Abruzzo, Massimo
Di Giovanni della Fiom-Cgil, Filandro Di Domenico della
Fim-Cisl, e Luca Piersante della Uilm-Uil. Secondo
l'accordo, i restanti cinque lavoratori della Scam, invece,
verranno impegnati nelle residue attività produttive della
ditta e, compatibilmente con i requisiti professionali
necessari, potranno anche ruotare permettendo per alcuni
periodi ai colleghi collocati fuori servizio di rientrare.
"E' il risultato di un lavoro lungo e faticoso", ha
spiegato Castricone a margine della riunione, "ottenuto con
la ditta grazie alla sinergia tra l'assesore regionale al
Lavoro Fernando Fabbiani, Provincia e sindacati. Per tanto
tempo si era parlato, infatti, solo di mobilità. Ora
bisogna agire d'intesa con l'assessore regionale alle
Attività produttive Valentina Bianchi per favorire la
ripresa dello sviluppo economico del sito industriale di
Bussi". Per Giuseppe De Dominicis, presidente della
Provincia, c'è soprattutto una conssiderazione da fare:
"Con questo accordo, nella crisi del polo chimico della Val
Pescara comincia finalmente a delinearsi un percorso di
sostegno anche per i lavoratori dell'indotto. Secondo una
richiesta formulata dalle sigle sindacali".
25/01/2008