Un
libro di oltre cinquecento pagine, per un lavoro utile
persino agli storici come prontuario e preziosa fonte di
notizie. L'opera sarà presentata sabato prossimo, ore
17.30, presso l'Auditorium dell'Annunziata di Sulmona dai
massimi esperti (su tutti Luigi Borgia, araldista ufficiale
del Ministero) in campo nazionale di questa disciplina
(l'araldica) che, a fatica, cerca di ritagliarsi un posto
tra le scienze. Promosso dall'Accademia degli Agghiacciati
e dalla Regione Abruzzo (tramite il Centro regionale dei
Beni Culturali), il volume di Fabio Maiorano è un enorme
lavoro sia da un punto di vista storiografico che
paleografico. Mesi di ricerche nelle biblioteche di mezza
Italia (da Pisa a Torino a Trani) per cercare le fonti
autentiche dei documenti: i verbali dei Consigli comunali
dal 1554 fino all'unità d'Italia, le fedi battesimali, i
certificati di matrimonio, gli atti notarili. Un lavoro
certosino nel quale sono descritti e commentati circa 400
stemmi e nel quale, grazie anche alle 3762 note a pie'
pagina, è possibile ripercorrere la storia della città e
degli uomini che ne furono protagonisti. Non solo nobili:
«Gli stemmi araldici erano utilizzati anche dalla classe
degli Onorati - spiega Maiorano - la classe borghese,
diremmo oggi, che si distingueva per la propria attività
produttiva». Uno stemma equivaleva, insomma, ad una specie
di logo e attraverso esso era possbile comunicare
discendenze e occupazioni della famiglia. Altri, invece,
erano di ispirazione civica, come quello ancora oggi in uso
alla città di Sulmona, il primo ad avere una «concessione
reale». Molte di queste «insegne» del passato sono
scomparse, almeno una quarantina erano del tutto inedite,
altre sono state scovate negli affreschi di case e chiese,
altre ancora non si è riusciti proprio a ricostruirle.
Storie di vita raccontate con uno stemma: il Cavaliere
sulmonese Giuseppe De Canibus corsaro sull'Adriatico o la
lite nella famiglia Mazzara a metà dell'800 che portò anche
alla variazione del nome (Mazara). Un patrimonio notevole
per la città e la sua storia e, per i meno fortunati che
non riusciranno ad avere una delle 1500 copie, l'opera sarà
pubblicata sul sito della Regione.
04/12/2007