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Abruzzo

Guardia di Finanza

Cinesi a lavoro in nero, un arresto e una denuncia

CHIETI La Guardia di Finanza ha scovato 24 lavoratori in nero nei controlli estesi a tutta la provincia di Chieti, durante l'ultima settimana, per contrastare il sommerso da lavoro (nero e irregolare) nell'industria manifatturiera. Tra i 24 lavoratori in nero sopresi in attività, quasi tutti sono risultati donne, tra l'altro costrette a vivere in pietose condizioni igienico sanitarie all'interno degli opifici.

Le ispezioni hanno toccato i comprensori di Chieti, Ortona Lanciano e Vasto. In un laboratorio sono state scoperte sei lavoratrici di origine cinese sprovviste del permesso di soggiorno e non in regola con il rispetto della normativa previdenziale e assistenziale. Per una delle cinesi sono inoltre scattate le manette, anche se la donna è stata poi rimessa in libertà, in quanto a suo carico era stato già emesso in precedenza un decreto di espulsione dal questore di Teramo; per le altre cinque è invece stato disposto il provvedimento di espulsione. Denunciato il datore di lavoro. L'azione delle Fiamme Gialle a tutela degli operatori onesti vede spesso i finanzieri cooperare con l'Inps e con la Direzione provinciale del lavoro con le quali sono in corso procedure di sviluppo delle attività. Va perdipiù ricordato che la Finanziaria 2006 ha inasprito le sanzioni per le omesse esibizione e istituzione del libro paga e del libro matricola: si va da un minimo di 4000 euro fino a un massimo di 12000 euro (in precedenza la forbice andava da 25 a 154 euro).

S.Ber.









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