Lo scorso luglio lo stesso Unire aveva
annunciato l'impossibilità di assegnare nuove gare al Villa
delle Rose, decretando di fatto la fine del galoppo in
città. Alla base della decisione ci sarebbe l'insufficienza
della documentazione prodotta dal Comune: il certificato di
agibilità, ad esempio, è datato 1978 e riguarda la capienza
del campo sportivo e non dell'ippodromo di Villa delle
Rose. Nel documento di parla di mille posti a sedere, che
nella relazione tecnica redatta dal Comune nel 1999
diventano 2447, in palese difformità quindi con il
certificato di agibilità di 11 anni prima. Non esiste poi
la possibilità di adeguamento per l'eliminazione delle
barriere architettoniche, mancano diverse concessioni
edilizie e le strutture a servizio dei cavalli non
rispondono alle più elementari norme igieniche. Risultato:
addio alle corse. Ora Comune e Carrera avranno circa 2 mesi
per presentare opposizione al provvedimento e chiederne la
sospensione. I tecnici di Palazzo di Città e gli incaricati
della concessionaria sono già al lavoro, ma l'impressione è
che ci sia ben poco da fare. Già in estate, infatti,
l'orientamente dell'Unire era apparso piuttosto chiaro. Da
tempo, infatti, era nell'aria la notizia che l'impianto di
Lanciano fosse destinato ad essere cancellato dalla mappa
delle strutture di interesse nazionale. E questo
nell'ottica di riduzione degli ippodromi italiani che
proprio l'Unire sta portando avanti ormai da diverso tempo.