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Abruzzo

Addio all'ippodromo

Francesco Flamminio
LANCIANO Appena 60 giorni di tempo per scongiurare la chiusura definitiva dell'ippodromo di Villa delle Rose e salvare così i 120 anni di tradizione ippica lancianese. È arrivata questa volta davvero al capolinea la vicenda dell'impianto frentano: l'Unire ha infatti comunicato ufficialmente al Comune e alla Carrera - la società che gestisce la struttura - l'avvio del procedimento finalizzato alla definitiva esclusione dell'ippodromo di Lanciano dal novero degli impianti di interesse per il calendario nazionale delle corse.

Lo scorso luglio lo stesso Unire aveva annunciato l'impossibilità di assegnare nuove gare al Villa delle Rose, decretando di fatto la fine del galoppo in città. Alla base della decisione ci sarebbe l'insufficienza della documentazione prodotta dal Comune: il certificato di agibilità, ad esempio, è datato 1978 e riguarda la capienza del campo sportivo e non dell'ippodromo di Villa delle Rose. Nel documento di parla di mille posti a sedere, che nella relazione tecnica redatta dal Comune nel 1999 diventano 2447, in palese difformità quindi con il certificato di agibilità di 11 anni prima. Non esiste poi la possibilità di adeguamento per l'eliminazione delle barriere architettoniche, mancano diverse concessioni edilizie e le strutture a servizio dei cavalli non rispondono alle più elementari norme igieniche. Risultato: addio alle corse. Ora Comune e Carrera avranno circa 2 mesi per presentare opposizione al provvedimento e chiederne la sospensione. I tecnici di Palazzo di Città e gli incaricati della concessionaria sono già al lavoro, ma l'impressione è che ci sia ben poco da fare. Già in estate, infatti, l'orientamente dell'Unire era apparso piuttosto chiaro. Da tempo, infatti, era nell'aria la notizia che l'impianto di Lanciano fosse destinato ad essere cancellato dalla mappa delle strutture di interesse nazionale. E questo nell'ottica di riduzione degli ippodromi italiani che proprio l'Unire sta portando avanti ormai da diverso tempo.









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