• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
CERCA NEL SITO

Abruzzo

AvezzanoÈ morto nella sua casa di via Mazzarino Vito Taccone, grande campione di ciclismo degli anni Sessanta. Il presidente Ottaviano Del Turco: «Bandiere della Regione a lutto»

Addio al «Camoscio d'Abruzzo»

Eliseo Palmieri
AVEZZANO Vito Taccone non ce l'ha fatta ad arrivare al culmine della salita più lunga e difficile della sua esistenza: un infarto lo ha stroncato a 67 anni. La notizia della sua improvvisa scomparsa ha lasciato tutti di sasso: familiari, amici, dirigenti sportivi, politici, semplici cittadini.

In tanti si sono recati nell'abitazione del «Camoscio d'Abruzzo» sin dalle prime ore della mattinata per rendere omaggio ad un uomo, a un campione, a un personaggio del mondo dello sport nazionale e internazionale, che ha saputo dare lustro ad Avezzano, alla Marsica e all'Abruzzo intero. «Si è conclusa l'esistenza di un corridore che diceva di essere "condannato" a vincere», ha dichiarato Sergio Zavoli. La sua morte lo ha colpito nel profondo del cuore, perchè anche insieme a lui ha vissuto una stagione non solo dello sport, ma della società civile italiana degli anni 60. Il Processo alla tappa del Giro d'Italia in Tv rimane tra i documenti che più vengono ricordati e che ha segnato il costume del Paese. Il presidente della Regione Ottaviano Del Turco lo ricorda così: «Vito Taccone è stato un grande abruzzese; della sua terra aveva tutte le caratteristiche più belle. Ed anche nelle sue esagerazioni c'era la misura di un orgoglio che nasceva da una insopprimibile voglia di riscatto. La Regione mette a lutto le sue bandiere, perchè gli anziani ricordino e i giovani sappiano».
Il sindaco di Avezzano Antonello Floris: «Le imprese ciclistiche del Camoscio d'Abruzzo hanno consegnato lui alla storia sportiva del nostro Paese e hanno fatto conoscere a tutta l'Italia la sua terra d'origine». Felice Gimondi avversario di tante battaglie: «La notizia della morte di Vito mi ha lasciato con il morale a terra. Sono dispiaciuto e commosso. Con la sua scomparsa se ne va una gran bella parte del nostro mondo, ma non dei nostri ricordi». Il presidente della Federazione ciclistica, Renato Di Rocco: «Taccone è stato il simbolo indiscusso di determinazione e caparbietà; ci lascia un patrimonio sportivo di grande spessore. Grazie Vito, con te il ciclismo è diventato leggenda». Franco Balmamion: «Eravamo come il giorno e la notte, due completamente diversi, per questo non potevamo litigare». Balmamion si aggiudicò due Giri d'Italia consecutivi, senza vincere una tappa; Taccone ne vinse quattro di fila e 5 in totale nel 1963. Nel suo palmares: Giro di Lombardia (1961); Giro di Piemonte (1962), Giro di Toscana (1963), Giro della Campania (1964), Milano-Torino (1965), Trofeo Matteotti (1966). Più volte vincitore del Gran premio della montagna al Giro d'Italia; quarto classificato al Giro d'Italia 1963, anno in cui fu accolto da trionfatore da migliaia di marsicani. Oggi l'abbraccio della folla ai funerali, alle ore 11, nella chiesa di S. Giovanni.









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro