In tanti si sono
recati nell'abitazione del «Camoscio d'Abruzzo» sin dalle
prime ore della mattinata per rendere omaggio ad un uomo, a
un campione, a un personaggio del mondo dello sport
nazionale e internazionale, che ha saputo dare lustro ad
Avezzano, alla Marsica e all'Abruzzo intero. «Si è conclusa
l'esistenza di un corridore che diceva di essere
"condannato" a vincere», ha dichiarato Sergio Zavoli. La
sua morte lo ha colpito nel profondo del cuore, perchè
anche insieme a lui ha vissuto una stagione non solo dello
sport, ma della società civile italiana degli anni 60. Il
Processo alla tappa del Giro d'Italia in Tv rimane tra i
documenti che più vengono ricordati e che ha segnato il
costume del Paese. Il presidente della Regione Ottaviano
Del Turco lo ricorda così: «Vito Taccone è stato un grande
abruzzese; della sua terra aveva tutte le caratteristiche
più belle. Ed anche nelle sue esagerazioni c'era la misura
di un orgoglio che nasceva da una insopprimibile voglia di
riscatto. La Regione mette a lutto le sue bandiere, perchè
gli anziani ricordino e i giovani sappiano».
Il sindaco
di Avezzano Antonello Floris: «Le imprese ciclistiche del
Camoscio d'Abruzzo hanno consegnato lui alla storia
sportiva del nostro Paese e hanno fatto conoscere a tutta
l'Italia la sua terra d'origine». Felice Gimondi avversario
di tante battaglie: «La notizia della morte di Vito mi ha
lasciato con il morale a terra. Sono dispiaciuto e
commosso. Con la sua scomparsa se ne va una gran bella
parte del nostro mondo, ma non dei nostri ricordi». Il
presidente della Federazione ciclistica, Renato Di Rocco:
«Taccone è stato il simbolo indiscusso di determinazione e
caparbietà; ci lascia un patrimonio sportivo di grande
spessore. Grazie Vito, con te il ciclismo è diventato
leggenda». Franco Balmamion: «Eravamo come il giorno e la
notte, due completamente diversi, per questo non potevamo
litigare». Balmamion si aggiudicò due Giri d'Italia
consecutivi, senza vincere una tappa; Taccone ne vinse
quattro di fila e 5 in totale nel 1963. Nel suo palmares:
Giro di Lombardia (1961); Giro di Piemonte (1962), Giro di
Toscana (1963), Giro della Campania (1964), Milano-Torino
(1965), Trofeo Matteotti (1966). Più volte vincitore del
Gran premio della montagna al Giro d'Italia; quarto
classificato al Giro d'Italia 1963, anno in cui fu accolto
da trionfatore da migliaia di marsicani. Oggi l'abbraccio
della folla ai funerali, alle ore 11, nella chiesa di S.
Giovanni.