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Abruzzo

Un contrasto con l'ex Ragioniere generale che l'ente portato avanti per ventitré anni

Provincia, arriva la batosta

Ventitré anni di cause, pervicaci, ostinate. Che ora per la Provincia dell'Aquila potrebbero trasformarsi in una vera e propria batosta finanziaria. È un lungo dissidio quello che ha opposto l'ente ad un suo ex dipendente, Adriano Verini, che vinto un concorso, assunse nel 1980, le funzioni di Ragioniere generale.

Dopo qualche tempo, come racconta lo stesso Verini: «Si aprì un dissidio con l'organo amministrativo su erogazioni pecuniarie» che portò ad una frattura definitiva. Sei furono i ricorsi presentati da Verini nei confronti di diversi atti emessi nei suoi confronti. La decisione arrivò nel '99 e i giudici amministrativi decisero che il Ragioniere generale doveva tornare al suo posto. In quella stanza Verini, però, non è più rientrato, visto che la Provincia decise un ricorso al Consiglio di Stato, che si è protratto fino ai primi mesi di quest'anno, quando il dirigente aveva già raggiunto l'età per il collocamento a riposo. Il Consiglio di Stato, con sentenza formalmente notifcata nei giorni scorsi, ha rigettato l'appello della Provincia, che ora dovrà versare all'ex dipendente stipendi e contributi non assegnati nel corso degli ultimi anni. Una ricostruzione complessa e certamente molto onerosa. Proprio nei giorni scorsi Verini ha inviato una lettera all'amministrazione provinciale sollecitando l'applicazione della sentenza. Una lettera con tutti i risvolti amari che porta con sé una vicenda tanto difficile che ha comportato: «Uno squilibrio economico incolmabile, un patema morale paragonabile a una condanna innocentista». Ingiustizie che nessun risarcimento potrà mai sanare fino in fondo.









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