Dopo qualche tempo, come
racconta lo stesso Verini: «Si aprì un dissidio con
l'organo amministrativo su erogazioni pecuniarie» che portò
ad una frattura definitiva. Sei furono i ricorsi presentati
da Verini nei confronti di diversi atti emessi nei suoi
confronti. La decisione arrivò nel '99 e i giudici
amministrativi decisero che il Ragioniere generale doveva
tornare al suo posto. In quella stanza Verini, però, non è
più rientrato, visto che la Provincia decise un ricorso al
Consiglio di Stato, che si è protratto fino ai primi mesi
di quest'anno, quando il dirigente aveva già raggiunto
l'età per il collocamento a riposo. Il Consiglio di Stato,
con sentenza formalmente notifcata nei giorni scorsi, ha
rigettato l'appello della Provincia, che ora dovrà versare
all'ex dipendente stipendi e contributi non assegnati nel
corso degli ultimi anni. Una ricostruzione complessa e
certamente molto onerosa. Proprio nei giorni scorsi Verini
ha inviato una lettera all'amministrazione provinciale
sollecitando l'applicazione della sentenza. Una lettera con
tutti i risvolti amari che porta con sé una vicenda tanto
difficile che ha comportato: «Uno squilibrio economico
incolmabile, un patema morale paragonabile a una condanna
innocentista». Ingiustizie che nessun risarcimento potrà
mai sanare fino in fondo.