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Abruzzo

Donne, o i figli o il lavoro

Alessia Marconi
Conciliare figli e lavoro, per le donne teramane, sembra sempre più difficile. E' quanto emerge dai dati relativi alle dimissioni volontarie delle lavoratrici madri convalidate dalla Direzione provinciale del lavoro, che dal 1° gennaio ad oggi sono state ben 71 (contro le 75 di tutto il 2006).

Dimissioni quasi sempre presentate dopo il periodo di astensione dal lavoro previsto dalla legge e motivate dalle dirette interessate soprattutto con problemi legati alla richiesta di part-time negato dall'azienda o al non avere qualcuno a cui affidare i figli durante le ore di lavoro. Ma a volte dietro le dimissioni potrebbe esserci anche altro, come ad esempio pressioni da parte dei datori di lavoro. Un aspetto, quest'ultimo, affrontato direttamente nel protocollo d'intesa sottoscritto dalla Direzione provinciale del lavoro di Teramo e dall'ufficio della consigliera di parità per la provincia di Teramo, il cui obiettivo è quello di favorire una collaborazione tra le due istituzioni. «Nonostante siano stati fatti dei passi avanti, c'è ancora molto da lavorare in termini di parità e di discriminazioni di genere ? sottolinea la consigliera di parità Bianca Micacchioni ? In questo senso, il protocollo firmato con la direzione provinciale del lavoro è particolarmente importante, perché per la prima volta mette in rete l'attività di 2 soggetti che si occupano spesso delle stesse situazioni». Il protocollo, in particolare, prevede l'attivazione di diverse azioni che vanno dalla promozione di attività di informazione e confronto alla possibilità, da parte delle lavoratrici, di avvalersi dell'assistenza della consigliera di parità nelle procedure conciliative legate a vertenze relative a discriminazioni di genere. «Inoltre, come direzione provinciale del lavoro ? conclude il direttore Cristiana Di Muzio ? nel momento in cui una lavoratrice verrà a convalidare le proprie dimissioni nel periodo della gravidanza e durante il primo anno di età del figlio, cercheremo di approfondire attraverso appositi strumenti di rilevazione, come un questionario, le reali motivazioni che le spingono ad abbandonare il posto di lavoro».









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