Dimissioni quasi sempre presentate dopo il periodo di
astensione dal lavoro previsto dalla legge e motivate dalle
dirette interessate soprattutto con problemi legati alla
richiesta di part-time negato dall'azienda o al non avere
qualcuno a cui affidare i figli durante le ore di lavoro.
Ma a volte dietro le dimissioni potrebbe esserci anche
altro, come ad esempio pressioni da parte dei datori di
lavoro. Un aspetto, quest'ultimo, affrontato direttamente
nel protocollo d'intesa sottoscritto dalla Direzione
provinciale del lavoro di Teramo e dall'ufficio della
consigliera di parità per la provincia di Teramo, il cui
obiettivo è quello di favorire una collaborazione tra le
due istituzioni. «Nonostante siano stati fatti dei passi
avanti, c'è ancora molto da lavorare in termini di parità e
di discriminazioni di genere ? sottolinea la consigliera di
parità Bianca Micacchioni ? In questo senso, il protocollo
firmato con la direzione provinciale del lavoro è
particolarmente importante, perché per la prima volta mette
in rete l'attività di 2 soggetti che si occupano spesso
delle stesse situazioni». Il protocollo, in particolare,
prevede l'attivazione di diverse azioni che vanno dalla
promozione di attività di informazione e confronto alla
possibilità, da parte delle lavoratrici, di avvalersi
dell'assistenza della consigliera di parità nelle procedure
conciliative legate a vertenze relative a discriminazioni
di genere. «Inoltre, come direzione provinciale del lavoro
? conclude il direttore Cristiana Di Muzio ? nel momento in
cui una lavoratrice verrà a convalidare le proprie
dimissioni nel periodo della gravidanza e durante il primo
anno di età del figlio, cercheremo di approfondire
attraverso appositi strumenti di rilevazione, come un
questionario, le reali motivazioni che le spingono ad
abbandonare il posto di lavoro».