Lo svilupparsi del rogo è stato
agevolato, oltre che dalla particolare morfologia del
territorio, costituita da ettari di terreni ricoperti da
erbe e coltivazioni secche ed aride, anche dalle elevate
temperature e dal vento che sferzava la zona.
Fortunatamente, l'incendio è stato subito contenuto
grazie all'intervento di alcuni agricoltori della zona,
scongiurando in tal modo il propagarsi delle fiamme in
direzione di un fienile, nel quale erano depositate più di
cento rotoballe, di insediamenti industriali, di abitazioni
civili ed aziende agricole.
Immediato è stato
l'intervento dei carabinieri della locale Stazione di San
Demetrio e di Paganica, i quali prontamente hanno raccolto
gli elementi sulla scena del crimine, rivelatisi poi
indispensabili per scovare il piromane. Il 50enne,
incensurato e di ottima famiglia, interrogato dai militari,
date le prove schiaccianti a suo carico ha confessato di
essere il colpevole dell'incendio in questione, dichiarando
di aver incendiato il campo per noia, «avendo finito le
sigarette e possedendo nelle tasche solo un accendino». Gli
approfondimenti circa il profilo psicologico dell'indagato,
hanno prontamente fatto emergere che durante
l'interrogatorio l'uomo alternava momenti di lucidità ad
altri di estrema confusione, ed è per questo che il
piromane sarà doverosamente sottoposto ad una specifica
perizia, in modo da stabilire se il medesimo sia capace di
intere e volere, tutto ciò naturalmente ai fini
dell'imputabilità. L'accendino utilizzato dall'uomo per
appiccare l'incendio è stato sequestrato dai militari.
Rimane grave il fatto che l'uomo ha seriamente messo a
rischio l'incolumità di altre persone con un gesto così
sconsiderato, che fortunatamente non ha avuto conseguenze
drammatiche.