La delibera è all'ordne del giorno dei lavori del consiglio comunale convocato per oggi pomeriggio alle 17, ma difficilmente sarà sufficiente una sola sedute. Lo strumento urbanistico, che dovrà regolare in futuro l'assetto della spiaggia e della riviera stabilendo regole precise sulla volumetria degli stabilimenti balneari e delle strutture connesse, è tutt'altro che definito. Rifondazione comunista che - come ricorda l'on. Maurizio Acerbo - rimase isolata da tutti gli altri partiti in sede di adozione del Pano spiaggia nel corso di una seduta consiliare alla quale assistettero numerosi concessionati di stabilimenti balneari, ritiene necessario chiarire ancora alcuni punti fondamehtali. Da qui la richiesta di incotnri tra le forze politiche della maggioranza, ma c'è da chiedersi perchè questo chiarimento non lo si è cercato o praticato prima, evitando di arrivare alla vigilia della seduta consiliare? Secondo la sinistra radicale, il Piano spiaggia, così come viene presentato in Consiglio, dopo il lavoro svolto dalla commissione urbanistica, «lascia la porta aperta a osservazioni che tendono a rendere ancora più debole l'impalcatura del Piano, mentre si dice no ad altre osservazioi proposte da comitati e volte a correggerlo in positivo». Prevedibili dunque riunioni frenetiche nelle ultime ore con il rischio di ulteriori rinvii. Di Piano spiaggia «assai ambiguo» parla l'associazione Marelibero che in un nota esordisce: «9.729 metri di costa senza vista mare» e aggiunge: «La pur esigua dotazione minima di spiagge libere stabilita dalla norma regionale non viene rispettata, né viene indicato come arrivarci tassativamente in futuro, Sono invece consentite le percentuali massime di occupazione della spiaggia con le pavientazioni, i volumi e le tettorie, peraltro già complessivamnte superate a Pescara». «Il Piano spiaggia - sostiene a sua volta il consigliere comunale e coordinatore provinciale di Forza Italia Guerino Testa - non sarà certo il fiore all'occhiello di questa amministrazione. Anzi si presenta, sin dal momento della sua adozione, avvenuta circa un anno e mezzo fa, sterile e disarmonico rispetto alla sana spinta vivave della nostra città che, al contrario, aspetta e spera ancora, per quanto democraticamente possibile, in un risultato migliore».