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Abruzzo

Nasce il movimento di Marimpietri

«Casella postale 13» per restituire la politica alla gente

NON è solo il momento dei «vaffa...» di Grillo. C'è fermento anche in Abruzzo, e non solo nella politica ufficiale, quella dei partiti.

La società civile vuol ritrovare nuovi slanci, da più parti nel mondo delle professioni, nelle famiglie, tra i giovani, ci si rende conto che è giunto il momento di contribuire a quella «scossa» che sola può spingere l'Italia verso una ripresa economica, culturale e morale. E in Abruzzo sta muovendo i suoi primi passi, prendendo le mosse dall'area metropolitana Chieti-Pescara, il costituendo partito di costruzione democratica che almeno in questa prima fase sta adottando il nome di «Casella postale 13 Pescara», proprio a significare la fase da lavori in corso, di acquisizione di consensi e adesioni ad un percorso di «riconquista della libertà politica» rivolto a chi sia fuori da qualsiasi condizionamento e animato solo dall'amore verso il proprio territorio e le proprie tradizioni. «Non ci muovono fame di potere o di denaro - sostiene Andrea Marimpietri, promotore di quello che al momento è solo un movimento - ma principi di chiarezza, semplicità, libertà e abolizione di ogni forma di privilegio. Gli stessi che non riscontriamo più da molti anni in quanti amministrano la cosa pubblica, con le conseguenze che sono sotto i nostri occhi. Siamo apolitici e antipolitici». Quali sono i pilastri della filofosia del nuovo movimento, che già riunisce molti sostenitori? La «funzione nobile della scuola» - principio che inaugura il manifesto del movimento; «la drastica riduzione del numero delle leggi esistenti» finalizzata alla reale certezza del diritto e alla facilità di interpretazione e applicazione; «massima trasparenza e chiarezza degli atti politici»; «massima libertà delle attività imprenditoriali»; «massima libertà sul piano etico-religioso» attraverso i principi di libere Chiese in libero Stato, netta separazione tra Stato e Chiesa, rispetto del principio cristiano del libero arbitrio, il valore autentico di tutte le religioni; «l'assitenza sanitaria deve essere garantita da interventi assicurativi controllati dai cittadini e da un'Authority Governativa»; carcere duro o di isolamento per i reati gravi, lavori socialmente utili per quelli meno gravi; smilitarizzazione delle forze di polizia e formazione di un esercito di volontari altamente professionali e addestrati. Il manifesto del movimento individua anche strumenti innovativi sotto l'aspetto della politica economico-finanziaria: «Ogni transazione economica - aggiunge Marimpietri - dev'essere pagata solo con la moneta elettronica (carte di credito) e con bonifici con causale obbligatoria. I vantaggi sarebbero immensi perché non vi sarebbero più rapine, scomparirebbero molti reati come, ad esempio, furti in appartamenti, riciclaggio, tangenti, lavoro nero, usura e spaccio di droga; inoltre tutti sarebbero controllabili nel reddito con conseguenti impossibilità di evadere il fisco o introduzione del versamento al fisco contestuale allo scambio economico. Tutto ciò - conclude - permetterebbe di abbattare il prelievo fiscale e di controllare la spesa pubblica. Alla base resta il convincimento che è immorale un'imposizione fiscale sulle famiglie superiore al 15% e sulle imprese superiore al 20%». Il movimento sta ora lanciando nel Chietino una serie di incontri con associazioni e gruppi di cittadini. «Perché dobbiamo riprenderci i nostri diritti politici» dice Marimpietri che invita a contattare il movimento presso la Casella postale 13 - Pescara.









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