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11/07/2008 24:00

Il biondo Tevere

La scomparsa dell'Arsenale e il declino di Ripa Grande

Ponti Tevere

Esisteva, infatti, un imponente cantiere navale. Si chiamava «Arsenale Pontificio». Era situato presso Porta Portese, in via Portuense, 11, all'interno del Porto di Ripa Grande.Entrambi erano la testimonianza della navigazione che si effettuava sul Tevere. Le navi mercantili scendevano e risalivano, il biondo fiume. C'era un grande movimento di flotte e galeoni, nella zona. L'Arsenale fu edificato negli anni a cavallo fra il Seicento ed il Settecento, all'epoca di Papa Clemente XI (1649-1721). Il progetto era di Carlo Fontana, a cui era stato commissionato dalla Reverenda Camera Apostolica. Era costituito da due navate, con sette arcate trasversali. Il suo compito consisteva principalmente nella costruzione, riparazione e varo delle navi della flotta pontificia. Questo imponente cantiere navale, inaugurato nel primo decennio del 1700, si sostituì a quello precedente. Quest'ultimo aveva svolto la sua funzione fra il Quattrocento e il Cinquecento. Nel Seicento era stato dismesso, dopo la costruzione del porto di Civitavecchia. Nel periodo compreso fra il Settecento e l'Ottocento l'Arsenale si distinse per la sua fervida attività. Non solo mercantile, ma anche militare. Papa Sisto IV (1414-1484) vi salutò le galee pontificie che salpavano da lì per andare a combattere i Turchi, al comando del Cardinale Oliviero Carafa. Ebbe un ruolo di primo piano anche all'epoca della prima Repubblica Romana. Nel 1798, da qui partirono numerose opere d'arte che furono trasportate nei musei francesi. Ma anche opere letterarie che provenivano dalla Biblioteca Vaticana. L'Arsenale Pontificio fu protagonista anche al tempo della seconda Repubblica Romana. Nel 1849 infuriava l'assedio di Roma da parte dei francesi. Tale Arsenale diventò una delle mire più bersagliate dai bombardamenti delle forze garibaldine che si erano appostate sul Gianicolo. Dopo il 1870, fatta l'Unità d'Italia, la sua attività era sempre intensa. Cominciò un lento e progressivo abbandono verso gli ultimi anni dell'Ottocento. Una delle cause fu la costruzione dei cosiddetti «muraglioni».
Così venivano denominati gli argini del Tevere. In tal modo, all'Arsenale Pontificio, veniva negato l'accesso al fiume. E così terminava la sua intensa attività. A metà Novecento finì per essere adoperato come deposito di materiali edili. Invece, le due torri che fungevano da guardia del Porto di Ripa Grande, furono abbattute. Su una di esse fu edificato l'Ospizio di San Michele; sull'altra, una porzione di lungotevere. Attualmente ciò che resta di quel grande porto, sono solo due scalinate.
 

Beatrice Boero






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