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Notizie - Politica

22/02/2012, 08:45

L'editoriale

Dopo Monti ci sarà ancora Monti

Di MARIO SECHI In politica non esistono vuoti, quando si creano vengono subito riempiti da «supplenze», «invasioni» e «ricambi» di varia natura. La crisi della Prima Repubblica creò una voragine che venne colmata da due soggetti: la magistratura associata e Berlusconi.

Il presidente del Consiglio Mario Monti e l'ex premier Silvio Berlusconi Cosa c’è dopo Monti? Monti. La domanda che tutti si pongono dentro e fuori dal Palazzo ha una risposta semplice alla quale per ora non ci sono alternative. Il governo tecnico, figlio dello stato d’eccezione, con il passare dei mesi non solo si sta consolidando ma - vista la situazione di crisi interna dei partiti, il crollo della fiducia dei cittadini e lo scenario economico recessivo previsto anche per il 2013 - è destinato a passare dallo stato di «strano» a «normale» e proiettare nel campo della competizione elettorale alcuni dei suoi protagonisti.

 
In politica non esistono vuoti, quando si creano vengono subito riempiti da «supplenze», «invasioni» e «ricambi» di varia natura. La crisi della Prima Repubblica creò una voragine che venne colmata da due soggetti: la magistratura associata e Berlusconi. Non a caso gli ultimi diciotto anni della nostra storia sono la cronaca dello scontro tra queste due forze. La crisi del berlusconismo propone un altro scenario, ma ancora una volta gli spazi che si aprono vengono occupati. Oggi tocca ai «tecnici» e alla galassia mutante dei partiti che, non potendo più ricorrere al maquillage, devono organizzare una transizione lunga verso altre forme di organizzazione e partecipazione.


Per questo Monti, Passera, Riccardi e altri ministri sono gli «osservati speciali» dei partiti. Non è un mistero che Pier Ferdinando Casini pensi al premier come candidato di un partito moderato che vada al di là dell’originario progetto di Terzo Polo. Altrettanto evidente è l’aspirazione del centrosinistra di cooptare il Professore in una coalizione larga, tanto da mettere ko per sempre l’ex alleanza Pdl-Lega e aprire un ciclo «progressista», in linea con il vento europeo e la presumibile (e forse perfino auspicabile per i destini del Vecchio Continente) vittoria di Hollande su Sarkozy in Francia.

 
Non sorprende dunque che Silvio Berlusconi ogni tanto pensi a un patto con Monti anche per il 2013. Attenzione, non a un accordo che metta al premier la casacca di uomo di parte, ma il lancio di un governo di larghe intese che, superata la fase dell’emergenza da spread, affronti la modernizzazione del Paese, il rilancio dell’economia reale e consegni alle future generazioni istituzioni funzionanti e partiti in grado di affrontare l’opinione pubblica.


È uno scenario credibile? Se ci voltiamo indietro no. E se osserviamo le pulsioni che emergono nel Pdl e nel Pd le possibilità che tutto questo accada sono ancora lontanissime. Quella di Berlusconi potrebbe essere solo tattica, solo la volontà di non consegnare Monti alla sinistra, ma non ci sarà bisogno di attendere molto per capire se bluffa, gioca o fa sul serio. O torna la politica o Monti e i tecnici diventano la politica.

 

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Mario Sechi

22/02/2012

  • 22/02/2012 14:52
    Egregio direttore, lei da un po' di giorni, trascurando la quotidianità, preferisce volare alto e pontificare. Ma nel mondo della politica e dintorni di pontefici non se ne vedono. Al di là del Tevere ve ne uno che si preoccupa del trascendente, ma i primi a non ascoltarlo sono i preti. Questo povero popolo italiano è da tanto che non ha una guida vera ed è succube di una profonda corruzione, consumata ai piani alti, che ha ormai distrutto ogni cosa. Non vi è più la speranza ma solo una rabbiosa rassegnazione; solo Dio può salvarci.
  • 22/02/2012 13:50
    Quante parole e parole per dire che dopo Monti ci sarà ancora Monti perchè non ci sono più i partiti. La necessità di questo governo tecnico è la dimostrazione dell'incompetenza dei partiti e di tutti i loro costosi apparati utili solo alla loro stessa sopravvivenza.
  • 22/02/2012 09:46
    Mi sembra che ipotizzare che dopo Monti ci sia Monti, a meno non faccia un colpo di stato e ci si ponga come dittatore,…sia molto difficile. Vendere la pelle dell’orso prima di averlo preso è un errore. Aspettiamo le elezioni, sempre se ce le faranno fare e non cominceranno la dittatura manifesta…e poi vedremo chi e come governerà. Certo è che dopo aver visto la dichiarazione dei redditi dei governanti, tutti “Zio Paperone” mi viene il forte dubbio che sappiano cosa voglia dire sbarcare il lunario e quindi conoscere i problemi di impiegati, operai e precari… ho forti dubbi che possano fare bene … anzi...
  • 22/02/2012 09:05
    Procediamo con ordine. 1) Nella crisi della prima repubblica la magistratura non ha colmato un bel niente. Questa chiave di lettura, che ancora lei insiste a dare, è proprio quella che è servita da “copertura” all’ulteriore dilagare della corruzione. La magistratura, spesso bene, talvolta male, ha solo fatto quello che era suo compito e dovere fare. 2) Lo scenario ipotizzato da Berlusconi non è credibile per almeno due motivi: a) non è credibile Berlusconi, che ha ampiamente dimostrato di sostenere (e smentire) tutto ed il contrario di tutto; b) presuppone la conservazione dello status quo nei partiti da qui al 2013, cosa che mi sentirei di escludere. E’ tattica? Boh! Sicuramente è voglia di mantenere la pole position in difesa dei propri interessi. Con qualsiasi mezzo.
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