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Notizie - Cultura e Spettacoli

11/02/2012, 05:30

di Antonio Angeli
«La rievocazione di quella terribile esperienza collettiva deve essere oggi fattore di fratellanza e amicizia tra i popoli», ha detto ieri, durante la Giornata del Ricordo per le vittime delle foibe, il presidente della Camera Fin

Belle parole, ma purtroppo ben lontane dalla realtà.

A sessantacinque anni dalle stragi delle foibe, la giornata istituita in ricordo delle vittime delle terribili barbarie, sembra aver ripiombato il Paese alle contese tra «titini» e «nazionalisti», tra destra e sinistra, tra rossi e neri. Altro che fratellanza tra i popoli. La cerimonia più importante, ieri, è stata quella alla tristemente celebre Foiba di Basovizza. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha partecipato in tarda mattinata alla cerimonia che ha avuto luogo al monumento nazionale della Foiba di Basovizza, sul Carso triestino. La seconda carica dello Stato, sfidando a capo scoperto fortissime raffiche di bora con una temperatura abbondantemente sotto lo zero, si è anche intrattenuto con i rappresentanti delle associazioni degli esuli: istriani fiumani e dalmati, che lo hanno guidato nella visita. «Con la nostra presenza vogliamo testimoniare il rispetto e il ricordo delle istituzioni, perché questo sacrificio rimanga come grande segnale e testimonianza nei confronti delle nuove generazioni affinché non cedano alle tentazioni della violenza e dell'odio», ha detto il presidente del Senato. Ma intanto friggevano le polemiche per questa «memoria condivisa» che a qualcuno proprio non va giù. Dopo le polemiche sul libro negazionista distribuito dal Comune a Pistoia e gli atti vandalici contro una mostra a Firenze, ieri Luca Cangemi, del coordinamento nazionale della Federazione della Sinistra, si è espresso così: «Ogni anno il cosiddetto Giorno del Ricordo offre l'occasione di manifestazioni all'insegna del più grossolano revisionismo storico e di iniziative chiaramente fascistoidi. La legge del 2004 che istituisce questa ricorrenza è il frutto avvelenato di una lunga campagna di attacco politico e culturale alla lotta di liberazione contro il nazifascismo in Italia e in Europa. Essa ha lo stesso inquietante segno delle iniziative che in alcuni paesi dell'Europa Orientale celebrano le milizie che collaborarono con i nazisti durante la Seconda Guerra mondiale». «Di fronte a quest'attacco, che rende torbide le acque della storia per favorire inquietanti iniziative del presente, è necessario dire parole chiare e forti - ha aggiunto - Noi ricordiamo che le terre al confine orientale del Paese furono teatro di una ventennale persecuzione di lavoratori e antifascisti slavi e italiani da parte del regime di Mussolini. Noi ricordiamo che in Jugoslavia e in tutti i Balcani nazisti, fascisti e loro collaboratori si resero protagonisti di crimini orrendi, massacrando centinaia di migliaia di persone. Noi ricordiamo che ai generali italiani responsabili di eccidi e deportazioni fu garantita nel Dopoguerra una vergognosa impunità». «Nessun discorso pubblico su quelle vicende storiche è accettabile - ha concluso Cangemi - se non parte da queste verità indiscutibili e dall'altrettanto indiscutibile valore, storico e morale, del grande movimento di resistenza dei popoli della Jugoslavia che combattè e sconfisse nazisti e fascisti». E Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano della Federazione della Sinistra ha ricordato che «l'italianizzazione forzata dell'Istria e le violenze di massa, operate dal regime fascista in quei territori, accesero quella miccia che produsse successivamente altre morti, tra cui anche quelle di molti italiani. Ci permettiamo di rammentare che le violenze del regime fascista in quei territori produssero la morte di 13 mila persone di etnia slava nei lager presenti nel nostro Paese, non meno di 2.500 partigiani e civili nel corso di azioni di combattimento e di 1.500 civili uccisi per rappresaglia». Rabbia nel quartiere romano di San Lorenzo (ma non solo) per uno striscione che ironizzava, proprio ieri, sulle foibe e altre polemiche per la presentazione, per il momento solo annunciata, di un saggio con tesi negazioniste in una biblioteca romana. Alla vigilia della Giornata del Ricordo il presidente Napolitano aveva detto che «serve ricordare anche per ripensare a tutti i fatali errori al fine di non ripeterli mai piu». La sinistra più estrema sembra voler seguire strade diverse.

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11/02/2012










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