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Notizie - Cultura e Spettacoli

11/02/2012, 05:30

dall'inviato
Dina D'Isa
BERLINO Grande attesa per la star Angelina Jolie, giunta a Berlino con Brad Pitt e i loro figli per presentare al festival tedesco il suo film d'esordio come regista.

Già l'altro ieri la sua opera prima, "In The Land of Blood and Honey" è passata nella sezione Special (dedicata a nuove e/o insolite produzioni, personalità di spicco oppure a classici della storia del cinema riportati in pista), lasciando però la critica perplessa e divisa su un lavoro nel quale c'è molto coraggio e attenzione cinematografica da parte dell'autrice, che non riesce tuttavia ad esprimere appieno il suo talento.

Angelina, che calpesterà oggi la passerella innevata della Berlinale e dopo sarà nella conferenza ufficiale, ha già rilasciato qualche dichiarazione sul suo film e lei questo debutto lo argomenta così: "Non mi basta più lavorare solo in film d'azione. Non mi rende soddisfatta e non sono più io. Non sono mai stata così felice come sul set di questo film. Molti dei miei attori hanno vissuto in prima persona la guerra, li ho sempre ascoltati con attenzione e, per questo, è stato molto doloroso lavorare con loro sul set", ha spiegato ancora la diva sempre più bella e diafana, che si è molto documentata, anche nella sua veste di ambasciatrice per la pace dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nello scrivere questa storia, di cui è anche produttrice e che - secondo alcuni - sarebbe ispirata al romanzo "A Soul Shattering", tuttavia mai citato nei credits. Il film è già uscito a dicembre nelle sale Usa e ha avuto un'anteprima al Festival di Sarajevo, non senza qualche polemica perché disturba la storia d'amore tra due nemici in un Paese che ancora non si è risollevato dalle conseguenze del conflitto. Questa pellicola era una "necessità urgente", ammette la Jolie, e "una questione di cuore". Un film sulla guerra in Bosnia non può non essere controverso e discutibile. Ma "In The Land of Blood and Honey" cerca di equilibrare i sentimenti e non fa sconti a nessuno. La storia è quella di una coppia innamorata che balla e si ama, nella luce soffusa di un club. Una scena universale di intimità e fiducia. Peccato, però, che un attimo dopo esplode la bomba e l'idillio si trasforma improvvisamente in tragedia. La discoteca è a Sarajevo, l'anno è il 1992 e questo - almeno per la Jolie - è il momento di inizio della carneficina in Bosnia, dove domina su tutto la sofferenza e lo sguardo delle donne al fronte. "Durante le riprese - ha rivelato Angelina - sono state pesanti le proteste delle donne bosniache, appena si è diffusa la notizia che il film racconta di un amore tra un soldato serbo e una bosniaca mussulmana". Protagonisti sono infatti il serbo Danijel e Ajla, bosniaca musulmana. Danijel è un soldato che deve obbedire a degli ordini e lei una donna che vive nella paura di quello che le potrà accadere. Quasi una premonizione, perché Ajla verrà poi imprigionata e condotta in un campo dove rimarrà internata e dove i serbi praticano lo stupro etnico di massa. Ed è proprio nelle scene di violenza scaturite da quella maledetta guerra che la Jolie offre il meglio di sé come regista. E non vengono salvati dalla ferocia nemmeno i bambini: tra le scene più crude, si vede un neonato gettato da un serbo dalla finestra. Alla fine, la pellicola non convince. Anzi, a volte, annoia la macchina da presa su scene crudeli e ripetitive, sebbene si apprezzi l'intenzione della regista.

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11/02/2012










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