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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Notizie - Politica

09/02/2012, 08:35

L'editoriale

Non riaprite la terza Camera

Di MARIO SECHI Tutte le professioni fanno i conti con un sistema di norme che regolano la responsabilità e il risarcimento dell’eventuale danno arrecato. Tutti, tranne i magistrati. Il governo ha fatto bene ad aprire un dialogo con l’Anm e l’Avvocatura ma non deve commettere l’errore di arrendersi di fronte al diktat dei giudici.

Se un medico sbaglia, paga. Se un ingegnere dà i numeri e provoca il crollo di un palazzo, viene processato. Se un direttore di giornale pubblica una notizia diffamante, viene chiamato in giudizio insieme all’autore dell’articolo. Tutte le professioni fanno i conti con un sistema di norme che regolano la responsabilità e il risarcimento dell’eventuale danno arrecato. Tutti, tranne i magistrati. Nonostante un paio di sentenze affermino che le toghe italiane sono iperprotette rispetto agli standard del Vecchio Continente, la magistratura associata non accetta una riforma sacrosanta e in Parlamento assistiamo a un dibattito tra i partiti che ha le ragnatele.

 
Il governo ha fatto bene ad aprire un dialogo con l’Anm e l’Avvocatura, ma deve essere equilibrato e non commettere l’errore di arrendersi di fronte al diktat dei giudici. Se cede, allora si apre un problema di credibilità dell’esecutivo di fronte a uno dei poteri che negli ultimi vent’anni ha fatto (e soprattutto disfatto) politica in tutti i sensi. Le aule dei tribunali e il Consiglio superiore della magistratura hanno funzionato contro ogni regola costituzionale da «terza Camera» e le leggi sono state di volta in volta modificate o addirittura buttate nel cestino. Qualsiasi tentativo di riforma dell’ordinamento giudiziario è stato stravolto. Il problema ha riguardato tutti i governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio.


Non possiamo avere una «pax parlamentare» e poi lasciare che il settore della Giustizia sia uno Stato nello Stato, un protettorato che gode dell’extraterritorialità, applica la legge interpretandola come meglio crede, ma non accetta di esservi sottoposto. È una forzatura fuori dal tempo e dalla storia. È la cronaca a richiamare un intervento legislativo urgente. L’ultima di ieri: un broker di 32 anni condannato in primo grado a 26 anni per l’infanticidio del figlio della compagna di 8 mesi. Ieri è stato assolto in appello dalla Corte d’Assise di Genova per «non aver commesso il fatto». Giovanni Antonio Rasero era in carcere da un anno. E la Procura Generale aveva chiesto l’ergastolo. È un caso come tanti, lontano dal Palazzo e proprio per questo esemplare. Non bisogna pensare né alla casta politica né a quella togata, ma semplicemente ai cittadini e al buon nome della Giustizia.

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Mario Sechi

09/02/2012

  • 17/02/2012 09:46
    Bah finirà l'era innaugurata da Craxi portata avanti da Berlusconi, e finirete di scrivere queste stronzate.
  • 10/02/2012 15:45
    ho letto "Ognuno rispetti i propri confini e si apra finalmente un SERENO confronto con la magistratura nel pieno rispetto reciproco." d'accordo: cominciamo col diredal Parlamento che i magistrati "sono soggetti soltanto alla legge"; che "le leggi sono fatte dal Paelamento"; che la volontà parlamentare è sovrana e che, quindi, minacciare uno sciopero contro una legge in fieri è sovversivo e intimidatorio e, in quanto la minaccia proviene dall' ANM, espressione della magistratura, costituisce "attentato alla Costituzione" sotto il profilo dell'"attentato alla sovranità parlamentare" e "ingerenza nel potere legislativo" da parte di chi, costituzionalmente non è un potere, ma un "ordine" e come tale va ordinato e subordinato al potere legislativo. Attualmente è invece subordinato al potere politico della sinistra del quale è vassallo.
  • 09/02/2012 17:11
    Dir.Sechi, l`Italia ha una TROIKA di personaggi veramente performanti sullo scacchiere europeo e mondiale. DRAGHI, MONTI e NAPOLITANO.... Possono piacere o no ma all`OGGI sono personaggi ESSENZIALI........... I PRIMI dopo DE GASPERI....Il mondo li vede cosi ! ! !
  • 09/02/2012 14:43
    Sono daccordo che non ci si debba arrendere al diktat dei magistrati, ma sicuramente no a quello di PINI e di quelli come lui che in meno di un ventennio hanno portato l`ITALIA allo sFASCIO
  • 09/02/2012 12:13
    III^ PARTE ECCO LA TERZA PARTE SCUSATE. Debbo puntualizzare che il rettore dell’Unical Latorre ha detto che è fisiologico che i parenti dopo un po’ di anni facciano parte della famiglia. ? Possiamo fare in modo che questi tecnici la smettano di fare danni, o pensano che il popolo Italiano sia veramente deficiente. L’ultima cosa e mi taccio altrimenti rischio il secondo infarto, come mai il grande rampollo del Monti era in Parmalat, e tutti sappiamo come è finita. Mi fermo qui con l’augurio di buon lavoro.
  • 09/02/2012 12:12
    II PARTEMi preoccupa perché se fosse un politico a dire queste baggianate si potrebbero accettare, ma dette da un economista, be mi fanno ridere. Mi riferisco ai parrucconi pubblici, i privati pagano loro e facciano quello che meglio credono, ma se pagano con il denaro del contribuente io non ci stò. ? Vediamo il discorso dei figli di papà, ho letto da qualche parte che questi sono giustificati poverini, il posto lo hanno sudato???????????????????????????? Se fossero nelle aziende private, tanto di cappello, ma come ha fatto Martone a 29 anni essere ordinario, questo me lo devono spiegare, coloro che li difendono a spada tratta. Per non parlare della Deaglio, ha un curriculum un kilometro, che bella scoperta, con i suoi genitori entrambi docenti, e guarda caso e che ……………….caso nella stessa Università la ragazza vedi un po’ vince il concorso, e che caso.
  • 09/02/2012 12:10
    I^ PARTEEgregio Direttore, sono un assiduo lettore del suo giornale, e dei suoi editoriali. Gradirei che dall’alto delle sue possibilità si facesse portavoce e dia peso con i Suoi scritti a quanto stò per elencarle: ? I magistrati devono fare il loro dovere, devono essere coscienti che se commettono errori devono pagare. Tutto questo con le giuste garanzie del caso. ? Le chiedo ancora è proprio necessario tenerci questi “tecnici” che non perdono occasione per dire sciocchezze per essere buono. Mi spiego, perché il proff. Monti, non abbassa gli stipendi faraonici di tanti incapaci che i politici hanno seduto su alcune poltrone e continuano a fare danni. Non mi chiami “qualunquista” mi INCAZZEREI perché mai si aggrappa ai regalini ed alle stupidate varie il prof. Monti.
  • 09/02/2012 10:27
    Vede, direttore. Lei esordisce dicendo delle cose sacrosante ma chiude nel peggiore dei modi. Personalmente non conosco i motivi che hanno portato la Corte d’Assise di Genova ad emettere la sentenza di assoluzione per il broker accusato (e, a questo punto, non colpevole) di infanticidio. Quello che so è che classificare questo come un tentativo di forzare o gettare al cestino le leggi è soltanto un’illazione che nessuno dovrebbe fare. E’ proprio il vizio dilagante di giudicare le sentenze FUORI dai tribunali che non aiuta di certo a rimuovere lo status quo. Si fa presto ad imbastire una gogna mediatica contro questo o quel giudice (Mesiano?) o PM (Woodcock?) e ”sentenziare” semplicisticamente. Ognuno rispetti i propri confini e si apra finalmente un SERENO confronto con la magistratura nel pieno rispetto reciproco.
  • 09/02/2012 10:24
    una legge sulla responsabilità civile dei magistrati è doverosa e rispettosa della volontà popolare manifestata in un referendum e quella approvata alla Camera va migliorata in Senato, certo, per un maggiore e incisivo rigore. Chi ha la pretesa di incidere sulla onorabilità, sulla dignità, sulla libertà personale ed economica e sulla vita di una persona, qualunque essa sia, ha una responsabilità che va al di sopra di quella comune, per cui gli errori vanno puniti più che severamente e in certi casi al risarcimento del danno morale ed esistenziale deve aggiungersi anche il licenziamento immediato e, comunque, in attesa della definizione della questione, la sospensione dalle funzioni senza assegni. Se ciò già accade per i medici e per le forze dell'ordine, non si vede perchè lo stesso non debba essere per i giudici, la cui serenità non può essere privilegiata rispetto a quella dei medici, dei chirurghi o dell'agente di polizia.
  • 09/02/2012 10:20
    Giustissimo Direttore. Se loro stessi sono i primi a dire che non devono esistere cittadini super partes comincino a dare l'esempio ed accettare ciò che il Parlamento legifera.
  • 09/02/2012 10:11
    non é proprio vero!! Quando un pensionato si vede "decurtare" d'iniziativa la pensione perché, così recita la lettera accompagnatoria, PER AVER INDEBITAMENTE PERCEPITO LA SOMMA DI...., e prima della quiescenza é passato per vari uffici e patronato, l'errore é dell'impiegato INPS O INPDAP. Ma questi mai si sono assunti le loro responsabilità.
  • 09/02/2012 10:10
    Bravissimo,sacrosanto!!!
  • 09/02/2012 09:44
    DIR. Sechi, buondi`l`america ovvero gli USA sono un paese democratico di grandissimo successo da molti anni. L`Italia é un paese che sta diventando un paese democratico che avrà successo quindi penso che sarebbe bene usare e adattare la legge sui magistrati che vige negli USA.
  • 09/02/2012 09:23
    Condivisione totale, caro direttore; con l'auspicio che governo e parlamento non battano in ritirata. col tuo consenso rilancio nel mio blog il tuo ottimo articolo. saludos mario nanni www.maralai.ilcannocchiale.it
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