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Notizie - Politica

08/02/2012, 05:30

"Stipendi da fame, evasione fiscale e corruzione: il Paese è distrutto"

L'odissea di una dottoressa greca che ha lasciato l'Italia per tornare in patria e si è trovata alle prese con la realtà drammatica della crisi.

La bandiera dell'Europa e quella greca. Sullo sfondo il Partenone, simbolo di Atene «Sono venuta in Italia per avere più possibilità di lavoro ma sono dovuta tornare in Grecia perché lo stipendio era basso e non ce la facevo. Ma nel mio Paese ho trovato una situazione disastrosa come nessun giornale ha saputo descrivere in tutta la sua drammaticità». Vicky Gerakiti ha 45 anni, una laurea in medicina e sulle spalle anni di precariato a 1.200 euro lordi al mese. Così un giorno di due anni fa, decide di tornare in Grecia perché lì almeno ha una casa e la madre. Ma ad attenderla c'è il dramma. L'attende un incarico da medico condotto in una cittadina vicino Olimpia. «Dopo vent'anni di assenza le cose erano cambiate ma in peggio. Infrastrutture malmesse e carenti, ospedali senza medici e infermieri perché lo Stato non è in grado di pagarli, anziani abbandonati con pensioni da fame. La pensione minima si aggira attorno ai 400 euro lordi». È lo scenario che descrive Vicky. Ma i fondi europei? Che ne è stato? «Sono stati utilizzati dalla politica a vantaggio di pochi mentre la gran parte della gente, anche il ceto medio si impoveriva». Qualche esempio? Nel settore privato, spiega Vicky, dopo i tagli decisi l'anno scorso, il salario minimo è sceso da 870 euro lordi mensili a 750 euro lordi. Dopo le decisioni di ieri del governo, scenderà sotto i 600 euro. Vicky dice che non va meglio nemmeno per i dirigenti della pubblica amministrazione che hanno «subito una contrazione dello stipendio del 40%». Nell'arco di due anni le buste paga del settore privato hanno subito un calo del 20%, afferma Vicky, che sottolinea anche l'incremento delle imposte. «Iva folle sui generi alimentari e sui servizi». La vera «piaga» è l'alta corruzione e l'evasione fiscale così le misure di rientro del debito si scaricano tutte sul lavoro dipendente. C'è poi «la situazione assurda dell'incapacità dello Stato di riscuotere le imposte perché manca un sistema di informatizzazione adeguato. Nel 2010 e nel 2011 sono state introdotte imposte sulla casa che prima non c'erano, ma siccome non si riuscivano a riscuotere allora sono state inserite nella bolletta elettrica. Il risultato però non è stato molto diverso». Ma Vicky però si chiede: Germania e Francia di sicuro erano a conoscenza di questa situazione ma tacevano, troppo preoccupati a vendere elicotteri e sottomarini alla Grecia considerata ultima frontiera europea verso l'Asia. L.D.P.

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Laura Della Pasqua

08/02/2012

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