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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

07/02/2012, 19:12
I dati forniti durante il congresso organizzato a Roma da Telefono Azzurro per la giornata mondiale per la sicurezza su internet.
Pedofili online, a caccia delle loro prede sul web. Nel mirino ragazzini da adescare sfruttando le potenzialità della Rete. Un fenomeno in allarmante crescita, come mostrano i numeri dei pedofili stanati online e finiti in manette. "Dei 398 arresti in flagranza di reato registrati dal '98 - spiega Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, intervenendo a un congresso organizzato oggi a Roma da Telefono Azzurro in occasione della giornata mondiale per la sicurezzasu internet - oltre un quarto, per l'esattezza 107 sono stati messi a segno dal 2010 ad oggi".
AUMENTATE LE SEGNALAZIONI Ripercorrendo l'intera attività della Polizia postale dalla fine degli anni 90, quando fu isitiuita, a oggi, emerge che il picco degli arresti per reati di pedofilia sul web si è registrato nell'ultimo anno e mezzo. Un dato che invita a tenere l'attenzione "altissima" sulle insidie della rete. Il resoconto del direttore del servizio di Polizia postale e delle Comunicazioni, Antonio Apruzzese, arriva in occasione dell'iniziativa "Generazioni Web! Genitori e figli insieme per una rete più sicura. Istruzioni per l'uso", promossa da Telefono azzurro a Roma in occasione del Safer Internet Day 2012. "Dal 1998 a oggi - ha affermato Apruzzese - sono stati effettuati 398 arresti per reati di pedofilia commessi sul web, di questi 107 sono avvenuti dal 2010. Oltre un quarto del nostro operato si concentra nell'ultimo anno e mezzo". Sono sempre più numerosi infatti i minori che navigano sul web ed è caduto il tabù delle denunce in caso di pericolo: "le segnalazioni preventive - ha detto Apruzzese -da parte di genitori, docenti ed enti sulle possibili insidie della rete sono aumentate''. Dal 1998 sono state denunciate in tutto 7.506 persone per reati riconducibili alla pedofilia sul web, 1.319 solo dal 2010. Per quanto riguarda le perquisizioni, sono state effettuate 6.285, di cui 854 dal 2010. Infine, i siti pedofili inseriti nella black list sono stati 1.061, 179 quelli chiusi.
I PERICOLI MAGGIORI PER I RAGAZZI NEI SOCIAL NETWORK I social network risultano una delle principali attrazioni per i nativi digitali. Ma al giorno d'oggi potrebbero rivelarsi come gli strumenti che "celano più insidie" per la loro sicurezza. Non solo perchè i ragazzi lì rischiano di essere adescati da adulti malintenzionati, ma anche perché in quegli ambienti familiari possono diventare bersaglio di cyberbullismo da parte dei loro coetanei. L'allarme é stata lanciato dal direttore del servizio di Polizia postale e delle Comunicazioni, Antonio Apruzzese, in occasione dell'iniziativa "Generazioni Web! Genitori e figli insieme per una rete piu' sicura. Istruzioni per l'uso", promossa da Telefono azzurro a Roma in occasione del Safer Internet Day 2012. Un allarme che mostra come un uso scorretto dei social network possa coinvolgere anche gli stessi minori, che rischiano di commettere reati fino a finire davanti al Tribunale dei minori. I giovanissimi che si iscrivono a un social network, ha spiegato Apruzzese, incontrano un ambiente confidenziale e colloquiale, in cui diventa facile abbassare la guardia. Per questo questi strumenti sono diventati "uno dei percorsi abituali per i malintenzionati per realizzare abusi e adescamenti". Ma non è detto che il nemico sia sempre un adulto: ''in questi ambienti - ha spiegato Apruzzese - i minori possono diventare anche autori di reati, commettendo reati di diffamazione, di cyberbullismo, creando falsi profili per bannare e isolare altri coetanei dalla compagnie su internet", rischiando così di incorrere in una denuncia e di finire "davanti al Tibunale dei minori".
ALLARME TELEFONO AZZURRO L'Internet Safer Day 2012 non "rimanga solo una giornata celebrativa: occorrono proposte operative e un impegno da parte di tutti. Dal nostro Governo vogliamo maggiore impegno". I minori devono essere protetti dalle insidie della rete e per farlo, secondo il presidente di Telefono azzurro, Ernesto Caffo, serve "un'alleanza per azioni concrete e un Governo più attivo, che investa risorse e crei un coordinamento tra i ministeri per dare risposte". In occasione dell'incontro a Roma "Generazioni Web! Genitori e figli insieme per una rete piu' sicura. Istruzioni per l'uso", Telefono azzurro ha dato il via alle azioni concrete riservando uno spazio sulla home page del sito www.azzurro.it in cui i ragazzi che percepiscono pericoli sul web possano segnalarli direttamente agli operatori dell'associazione. Un servizo a cui ci si può rivolgere, ha sottolineato Caffo, 24 ore su 24. L'invito a collaborare del presidente di Telefono azzurro è stato accolto anche dal dirigente della direzione generale per lo studente, l'integrazione, la partecipazione e la comunicazione del Ministero dell'Istruzione, Antonio Cutolo, che ''dalle prossime settimane - ha garantito - si impegnerà a elaborare con il gruppo di lavoro paritetico un documento di indirizzo rivolto a tutte le scuole". Due saranno i punti chiave: "la promozione di una campagna di sensibilizzazione a un approccio sicuro del web già dalla scuola primaria e la formazione dei docenti , affinche' acquisiscano le competenze necessarie per guidare i ragazzi alla navigazione sicura''. Il problema che rimane invece aperto, secondo Caffo, è l'approccio delle aziende, soprattutto di quelle telefoniche, verso i minori: "Non tutte investono nell'interesse del minore, il business viene prima. E' necessario ad esempio che le aziende pensino a un filtro per i cellulari, già inserito nel prodotto al momento della vendita". Per il presidente di Telefono azzurro, inoltre, un segnale di tutela verso i minori dovrebbe arrivare anche da aziende come "Facebook e Youtube che potrebbero individuare al loro interno dei dipendenti predisposti al controllo della sicurezza in rete".
07/02/2012