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Notizie - Interni Esteri

03/02/2012, 05:30

MaltempoSituazione particolarmente critica nei Balcani. Mobilitata la Croce rossa internazionale

Quasi 130 morti nell'Europa centrorientale

L'Europa resta nella morsa implacabile del gelo e della neve, che in una settimana ha provocato quasi 130 morti, in massima parte senzatetto o abitanti in case precarie e prive di adeguato riscaldamento.

I più colpiti dall'emergenza sono i Paesi dell'Europa centrorientale e dei Balcani, in primo luogo Ucraina, Polonia, Serbia, Bulgaria, Romania, nei quali si registra la quasi totalità delle vittime. Difficile la situazione anche in Germania e Austria, dove tuttavia non si registra un elevato numero di vittime. Abbondanti nevicate hanno provocato decine di morti anche in Giappone. Di fronte all'eccezionale ondata di freddo in Europa, la Federazione internazionale della Croce Rossa si è mobilitata per fornire i primi soccorsi e aiuti. In Ucraina sono ormai 63 i morti assiderati negli ultimi sei giorni, 20 dei quali nelle ultime 24 ore. Di essi, almeno 41 erano senzatetto. Nell'ultima settimana non meno di 1.200 persone hanno avuto bisogno di assistenza medica per problemi di ipotermia o principio di congelamento. Con temperature che oscillano fra i -20 e i -30 gradi, con una punta la notte scorsa di -33, il governo ha allestito quasi 2 mila tende riscaldate nell'intero Paese, dove oltre 14 mila scuole (su un totale di circa 20 mila) sono chiuse da giorni. Il freddo intenso ha causato altri nove morti in Polonia nelle ultime 24 ore, portando a 29 il bilancio delle vittime dall'inizio dell'emergenza gelo. In Serbia, dove ha ripreso a nevicare con insistenza, 11.500 persone sono isolate in 6.500 case di una quindicina di villaggi tagliati fuori da ogni tipo di collegamento col mondo esterno per l'enorme quantità di neve caduta. A Belgrado gli autisti di tram e autobus consentono ai senzatetto di passare l'intera giornata girando in continuazione sui mezzi pubblici, senza pagare. Anche in Romania continua l'emergenza con altre 8 vittime nelle ultime 24 ore, 22 in una settimana. Migliaia di militari sono stati mobilitati per operazioni di soccorso e pulizia delle strade. In Bulgaria, dove le vittime sono finora 11, oltre mille scuole sono chiuse, con il Danubio parzialmente gelato. Colpito anche il Giappone nordoccidentale, dove si registrano finora almeno 56 morti.

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03/02/2012










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