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Notizie - Interni Esteri

25/01/2012, 17:40

Sciopero tir, frutta a peso d'oro e banchi vuoti

Nei supermercati iniziano a scarseggiare verdura, salumi, formaggi e pesce. Coldiretti: 50 mila tonnellate di cibo rischiano di essere buttati.

Scaffali vuoti nel reparto frutta e verdura di un supermercato Ai mercati generali romani il pesce è ormai irriperibile mentre prodotti ortofrutticoli come le zucchine e i kiwi, già interessati da forti rincari, stanno scomparendo dai negozi. Queste le conseguenze dello sciopero dei Tir sulla filiera della distribuzione alimentare della Capitale, secondo quanto spiega all'Agi il presidente dell'Upvad, Franco Gioacchini.


Blocco e sciopero svuotano i market I prodotti ittici sono scomparsi di negozi non solo per il blocco dell'autotrasporto, sottolinea Gioacchini, ma anche a causa dello sciopero delle marinerie di Anzio, Terracina, Civitavecchia e Gaeta: "Al mercato all'ingrosso non ci sono più prodotti quindi i dettaglianti non hanno materiale". E il comparto ortofrutticolo rischia un analogo destino se la situazione non si rimette in moto, prosegue il presidente dell'Upvad: "se non si risolve domani, da dopodomani i punti vendita non saranno riforniti, ai mercati generali c'è pochissima roba". Al momento si assiste già a rincari molto sensibili, che riguardano anche i prodotti provenienti dall'agro romano che, pur continuando a giungere sulle bancarelle, vengono venduti a prezzi più elevati per il forte aumento della domanda rispetto all'offerta.


Rincari record su zucchine e melanzane La vera emergenza riguarda per le verdure in arrivo da altre regioni (Sicilia, Campania, Veneto, Emilia Romagna), come le zucchine o la melanzane, che hanno registrato rispettivamente rincari del 50% e del 30% e, a quanto risulta dai dati Coldiretti, sono già scomparse dai supermercati. I dettaglianti dell'Urbe, fa sapere un'elaborazione dell'associazione degli agricoltori, hanno inoltre esaurito i pomodori datterini, broccoli romaneschi, i kiwi, le clementine e le arance tarocco. "Spero che non continui con questo freddo perché altrimenti resteranno solo prodotti di serra" fa notare Gioacchini. Il problema immediato riguarda quindi i prodotti freschissimi come pesce e ortofrutta, spiega ancora il presidente dell'Upvad, ma se il blocco dovesse proseguire verranno colpiti anche quelli freschi. "I prodotti di macelleria possono essere congelati e stallati per più giorni, quindi finché i magazzini sono pieni non c'è problema ma quando le scorte finiranno, senza nuovi arrivi, inizieranno ad accusare anche carne e formaggi" conclude Gioacchini.


Disagi anche in Abruzzo Non è ancora una vera e propria emergenza, ma si fanno sentire anche in Abruzzo i disagi causati dallo sciopero degli autotrasportatori, che ormai da oltre 48 ore manifestano presidiando i caselli autostradali e bloccando i rifornimenti. La protesta dei tir, infatti, ha portato non solo all'interruzione dell'attività di numerose fabbriche, ma anche a problemi di rifornimento nei negozi e nelle stazioni di servizio. Le associazioni abruzzesi dei consumatori, che in queste ore stanno raccogliendo le lamentele dei cittadini, parlano infatti di scaffali vuoti nei negozi e nei supermercati. "Iniziamo ad avere seri problemi - afferma il responsabile di un ipermercato del pescarese -. I rifornimenti sono impossibili e gli scaffali restano vuoti. Abbiamo anche esposto dei cartelli in cui ci scusiamo con la clientela per i disagi. Per fortuna le aziende si stanno organizzando con furgoni più piccoli, in modo da evitare i blocchi". Non avrebbe ricevuto segnalazioni particolari dagli associati la Confartigianto Abruzzo, secondo cui i problemi, soprattutto nel chietino, riguarderebbero principalmente le stazioni di rifornimento carburanti. Anche dalla Cna regionale (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa) parlano di "disagi notevoli" ed affermano che "se non si trova rapidamente una via d'uscita la situazione diverrà sempre più critica".
 


Da buttare 50 mila tonnellate di cibo Cinquantamila tonnellate di prodotti alimentari deperibili al giorno tra latte, fiori, frutta e verdura che quotidianamente lasciamo le aziende agricole e le stalle rischiano di essere buttati mentre nei negozi e supermercati le ultime scorte saranno esaurite entro un paio di giorni ma gia' adesso mancano molti prodotti e si registrano speculazioni al consumo sui prezzi che per alcuni ortaggi sono aumentati anche del 40 per cento. E' quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nello spiegare i motivi della mobilitazione "Coraggio Italia!" che ha portato gli imprenditori agricoli a regalare ai pensionati italiani e alle famiglie in difficoltà, frutta, verdura, uova e latte rimasti bloccati nelle aziende agricole e nei magazzini a causa dello sciopero dei Tir. Se a Bologna la frutta è stata consegnata direttamente alla mensa dei poveri della Caritas, decine di migliaia di cittadini, da Milano a Roma, da Bari a Catania, hanno fatto la fila per ricevere dagli agricoltori della Coldiretti i prodotti genuini della campagna. Secondo un monitoraggio effettuato dalla Coldiretti nei mercati e supermercati della Capitale le zucchine non si trovano più come le arance di Sicilia, la lattuga sì, ma solo nelle buste preconfezionate, di pomodori ce ne sono pochi e a prezzi esorbitanti con i datterini venduti a 8,7 euro al chilo. Gli agricoltori - sottolinea Marini - sono costretti a svendere il proprio prodotto distrutto o sottopagato per il deprezzamento, mentre molti consumatori non riescono ad acquistare alimenti essenziali per la dieta.  Zucchine, verza, spinaci, cicoria, lattuga, broccoli e pomodori scarseggiano e quando si trovano nei supermercati i prezzi sono decisamente alti come i peperoni e le melanzane a 3,10 euro al chilo o il pomodoro ciliegino a 5,45 euro al chilo, secondo il monitoraggio della Coldiretti. La situazione è particolarmente difficile nei supermercati dove si è interrotta la catena per l'approvvigionamento, mentre è migliore nei mercati rionali e nei mercati degli agricoltori dove sono gli stessi produttori agricoli a rifornire i banchi. In queste condizioni, per sostenere la spesa degli italiani in un difficile momento di crisi, per denunciare il grave danno subito dagli agricoltori e per contrastare le speculazioni sui prezzi di vendita dei prodotti, gli agricoltori della Coldiretti - precisa Marini - hanno dunque distribuito lungo tutta la penisola centinaia di quintali di frutta e verdura e migliaia di litri di latte e uova. Peraltro, nonostante le difficoltà alla circolazione c'è l'impegno per i prossimi giorni a garantire gli approvvigionamenti nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove si trovano solo prodotti locali a chilometri zero che non devono subire lunghi spostamenti ed i prezzi sono calmierati. L'86 per cento delle merci in Italia circola su strada dove ogni giorno viaggiano con tir e camion circa 525mila tonnellate di prodotti agricoli e alimentari dei quali - conclude la Coldiretti - poco meno del 10 per cento sono deperibili.
 

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25/01/2012

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