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Notizie - Interni Esteri

25/01/2012, 05:30

Subito un piano per rimuovere
i rifiuti dallo scafo della Concordia

La società armatrice deve presentarlo entro oggi. Il governo stanzia 5 milioni. Non preoccupano le chiazze oleose causate dal "lavaggio" dei motori.

Tecnici al lavoro nei pressi della Costa Concordia incagliata all'isola del Giglio. Nelle altre foto la madre della piccola Dayana, dispersa, e la moldava Domnica Cemortan, vista in plancia durante il naufragio Minime tracce di solventi e assenza di idrocarburi, con i test di tossicità che si confermano negativi. Sono i risultati delle analisi relative ai campioni di acqua prelevati il 22 gennaio nel mare intorno alla Concordia, diffusi ieri dall'Arpat. I dati confermano i campionamenti del 20 gennaio e quindi rassicurano sul fronte inquinamento. Ieri lo stesso commissario Gabrielli ha spiegato che il film iridescente comparso sulla superficie del mare è dovuto «ad un "lavaggio" dei motori a causa del moto ondoso». Una striscia oleosa che aveva destato qualche preoccupazione tra i residenti del Giglio, abituati ad avere sempre un'acqua cristallina, anche nel porticciolo, ma che non è assolutamente sintomo di inquinamento. La chiazza è già stata circondata da panne assorbenti. Gabrielli ha deciso che sarà proprio l'Agenzia per la protezione ambientale della Toscana a dare informazioni dettagliate e periodiche sullo stato del mare attorno all'Isola del Giglio, dopo il naufragio della Concordia, sia tramite il sito dell'Agenzia che attraverso il canale Twitter. Durante il consueto briefing, Gabrielli ha anche reso noto di aver «inviato una lettera alla società armatrice perchè produca entro domani (oggi, ndr) il piano per il recupero dei rifiuti nello scafo, tra suppellettili e oggetti vari. La lettera - ha continuato Gabrielli - è stata inviata anche alla Procura, perchè indichi il pool di polizia giudiziaria che dovrà sovrintendere all'individuazione del materiale che potrà essere utile alle loro attività». La Provincia di Grosseto indicherà un sito per stoccare il materiale, non sull'Isola del Giglio. Come già evidenziato ieri, comincia a diventare «ingombrante» il problema degli oggetti presenti nel relitto, che fuoriescono in modo sempre più consistente man mano che i palombari della Marina si aprono varchi a forza di cariche esplosive. Da una parte sono fonti di inquinamento, dall'altra costituiscono un pericolo per i sommozzatori impegnati nelle ricerche dei dispersi. Per questo è urgente trovare una soluzione per la loro rimozione. Intanto, come previsto, sono iniziate le operazioni per il «defueling», ovvero lo svuotamento dei 21 serbatoi di carburante. Per il momento siamo alle fasi preliminari: «Il pontone Meloria - ha spiegato Gabrielli - si è posizionato in prossimità dello scafo e sono iniziate le immersioni, solo diurne». I tecnici della Smit devono infatti creare le condizioni per il riscaldamento del carburante e realizzare i due fori, in ogni cisterna, da cui far uscire il propellente pompando contemporaneamente dentro l'acqua per mantenere l'assetto della nave. Il capo dipartimento della Protezione civile ha detto che le operazioni di svuotamento vero e proprio inizieranno «ragionevolmente sabato ma tutto quello che arriverà prima sarà ben accetto» e avverranno h24, condizioni meteo permettendo. Il pompaggio interesserà «i primi sei cassoni, che però pensiamo che contengano il 50% dell'intero carburante. Sarà un'operazione più facile rispetto agli altri cassoni» ha concluso Gabrielli. Per fronteggiare l'emergenza, il governo ha stanziato 5 milioni di euro. La cifra è indicata nel decreto di nomina del commissario straordinario. Gabrielli potrà avvalersi dell'operato di sei unità tra personale militare e civile (che percepiranno 165.000 euro) a cui si aggiungeranno altre quattro unità con contratto di collaborazione per 126.000 euro di oneri su base annua. Infine, la Costa ha risposto con una nota alle polemiche sollevate dal giornale inglese «The Telegraph». In una intervista, un sopravvissuto avrebbe detto che la società starebbe offrendo sconti del 30% ai superstiti per future crociere. «La priorità dell'azienda - replica la compagnia, che ribadisce la possibilità di cancellare le prenotazioni entro il 7 febbraio - è stata sempre quella di fornire la massima assistenza e il massimo conforto alle persone coinvolte. L'azienda è sempre stata consapevole e addolorata per le sofferenze e i disagi che gli ospiti e i membri dell'equipaggio hanno subìto ed ha agito tenendolo nella massima considerazione». La Costa sostiene di aver «contattato telefonicamente gli ospiti rientrati a casa, per assicurarsi delle loro condizioni di salute ed emotive, e per confermare loro il rimborso della crociera e di tutte le spese materiali ad essa collegate». La società afferma infine di aver sospeso, a partire dal giorno successivo all'incidente, tutte le iniziative pubblicitarie programmate «per cordoglio e rispetto nei confronti di chi è stato colpito da questa tragedia. Solo una comunicazione postale, già partita ad alcuni clienti a fine dicembre, non è stato possibile bloccare. Costa Crociere - conclude la nota - è incredula di fronte alle infamanti affermazioni che, senza fondamento, vengono diffuse».

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Andrea Acali

25/01/2012

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