AdnKronos

 scorri notizie più vecchie
 scorri notizie più recenti

Rassegna stampa

Tempo.it nel Web con Google

HOME POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA
  • stampa
  • commenta
  • dizionario

    Trova significati nei dizionari Zanichelli

    In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:

    Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Notizie - Politica

24/01/2012, 08:43

L'editoriale

Il Governo deve correre per le Olimpiadi

Di MARIO SECHI  Quando Monti ha varato la prima parte della manovra «salva Italia» ho messo in evidenza la recessività di un’operazione tutta tasse e imposte, ma l’ho considerata inevitabile in quel contesto. Poi è arrivato il decreto sulle liberalizzazioni e, francamente, è una delusione.

Mario Monti è stato chiamato a Palazzo Chigi per mettere al sicuro i conti pubblici, battere il partito dello spread e lasciare che la democrazia poi torni a fare il suo corso. Figlio di uno «stato d’eccezione», il governo «strano» (Monti dixit) ha allargato i suoi orizzonti occupandosi di tutto senza curarsi troppo del Parlamento. Scelta legittima, ma singolare per un esecutivo che si presenta come «di scopo», con una missione precisa e un limite che non deve dimenticare: non è stato eletto. Ho sostenuto la necessità del governo di transizione, l’ineluttabilità della scelta di Monti, il dovere di farlo governare fino alla fine della legislatura. Ma attenzione, non a qualsiasi condizione e soprattutto con lo sguardo rivolto al programma, alla sua utilità per il Paese. Quando Monti ha varato la prima parte della manovra «salva Italia» ho messo in evidenza la recessività di un’operazione tutta tasse e imposte, ma l’ho considerata inevitabile in quel contesto. Poi è arrivato il decreto sulle liberalizzazioni e, francamente, è una delusione. Hanno la possibilità di rifarsi. Ma la realtà è che la prospettiva del governo è di breve periodo (si vota nel 2013) e rischia di inchiodare un Paese alle corte vedute di Palazzo Chigi. Il fatto che Monti e i suoi ministri non abbiano una prospettiva politica - cosa che in realtà hanno e soprattutto cercano - non può mettere l’Italia nella condizione di uno Stato a potenzialità limitata. Un esempio per chiarire subito cosa intendo: Roma è candidata alle Olimpiadi del 2020. Una sfida globale e un obiettivo degno di una grande potenza qual è l’Italia. Bene, ieri abbiamo appreso che il governo avrebbe delle perplessità e punterebbe a far correre la Capitale per quelle del 2024. Mi chiedo: ma Monti davvero pensa questo? Realmente ragiona su un’Italia incapace di partecipare alla sfida? Immagina seriamente che la terza economia d’Europa possa gettare la spugna facendo finta di rilanciare? Se è così, mi dispiace, ma il governo dei tecnici comincia a essere non la soluzione, ma il problema.


L’Italia ha bisogno di una rigorosa manutenzione del bilancio - cosa già avviata dal governo Berlusconi con Tremonti - ma ancor di più ha una disperata necessità di credere in qualcosa, darsi una missione ed essere protagonista nel mondo. L’Italia deve crescere nel Pil e nello spirito. Se il governo riduce l’esistenza di una nazione alla lettera di Bruxelles, allora qualcosa non torna. Se la Capitale deve essere mortificata con un getto della spugna perché un esecutivo di professori non solleva gli occhi dal pallottoliere e dimentica di tenere alta la nostra bandiera, allora i professori non stanno sopra ma sotto la cattedra. I benpensanti dicono: ci sono altre priorità. Benissimo. Ma non siamo soli nell’universo. Londra, che quest’anno ospiterà i Giochi Olimpici, ha attraversato una crisi economica terribile, ha avuto il Paese messo a ferro e fuoco dalle proteste, ha visto un paio di crac bancari risolti con nazionalizzazioni mascherate, dal 2008 la City vive la drammatica trasformazione del capitalismo di cui è il centro finanziario mondiale. Ma Londra non ha mai esitato un minuto ed è pronta all’appuntamento con le Olimpiadi. Dio ha salvato la Regina, non so se avrà tempo per salvare i tecnici.

 

Vai alla homepage

Mario Sechi

24/01/2012

  • 24/01/2012 17:50
    Gli Italiani si rassegnino, Il governo dei "Tecnici" sta dinostrando di essere capace, nel bene e nel male, piuttosto nel bene, di fare in pochi mesi quello che i precedenti governi, di sinistra, di destra, di centro sinistra e di cento destra, non sono stati capaci di fare in dieci anni, almeno finora. Pensioni docet. Il resto lo vedremo presto. Personalmente mi sto convincendo che i politici, TUTTI, per mondare la sfiducia di cui oggi sono portatori e quindi riaffacciarsi alle competizioni elettorali future, dovranno umilmente tornare nelle segretrie dei "Tecnici", chiamati alla poliica, e ripetere per intero il tirociono da "portaborse". Non lo dico senza rammarico.
  • 24/01/2012 13:06
    ma ancora non l'avete capito? Monti deve dare una lezione agli Italiani, come già Prodi a suo tempo fece intendere che voleva fare, con la connivenza di Napolitano e con l'intento di favorire la Germania, altro che crescita dell'Italia. Sono state cassate tutte le spese di investimento che avrebbero certamente creato lavoro e crescita per diversi anni e solo per favorire una frangia c.d. ambientalista che così alle prossime elezioni andrà ad incrementare il partito più retrivo, regressivo, totalitario, oppressivo e conservatore che l'Italia abbia mai avuto. La cricca cui appartiene sta facendo gli interessi della Germania per averne poi a titolo personale contropartita europea e, difatti, sul controllo generalizzato sui conti correnti non c'è nessuna iniziativa per sanzionarlo come è già stato fatto di recente con, mi pare, la Danimarca.
  • 24/01/2012 11:38
    Si rassegni dott. Sechi. Noi, una grande “potenza economica”, come lei ci definisce, soffriamo di un certo tipo di problemi strutturali che non si superano solo facendo finta che non ci sono. Anche perché hanno una profonda radice culturale. Mi sembra di risentire le parole di Berlusconi che recitava il mantra dell’ottimismo e della colpa della sinistra disfattista, mentre stavamo per schiantarci finanziariamente. Una delle cose che invece mi sentirei di apprezzare di questo governo è il sano pragmatismo, l’esatto opposto del clima fiabesco che per molti anni ci ha avvolto facendoci inebetire. Li lasci fare. E visto che ricorda che è stato il precedente governo a dare l’avvio al risanamento di bilancio, ricordi ai vari Berlusconi, Crosetto, Galan, Snatanché eccetera che aveva ragione Tremonti col suo rigorismo e non loro che si permettevano anche di fare dell’ironia. Incompetenti ed incoscienti.
  • 24/01/2012 10:07
    Direttore,la fuga dei partiti dalle responsabilità è di una gravità estrema. PDL e PD devono trovare la strada per parlarsi viso a viso e scegliere insieme una strada da percorrere. Devono dare vita ad una GRANDE COALIZIONE e costituire insieme un Governo in cui mettere la faccia. Come illudersi che GRANDI BUROCRATI PRIVILEGIATI E BANCHIERI IN DIFFICOLTA' possano ammodernare l'Italia? TORNARE ALLA DEMOCRAZIA!!!
  • 24/01/2012 09:39
    Sorry,contesto l’ineluttabilità sia del governo dei tecnici quanto quella dell’inasprimento fiscale. Semmai il contrario:come esperienza USA e UK insegna solo diminuendo il prelievo fiscale,lasciando maggiori risorse economiche per aumentare i consumi dando impulso all’economia, ed abbattendo la massa parassitaria dei sindacati,della burocrazia pubblica, della grande industria iperprivilegiata, della politica politicante degli Enti Locali si hanno risultati.L’Italia deve liberarsi da una subcultura di tipo sovietico che la soffoca sin dal 1946 con un regime di fatto più dannoso del regime fascista che impone uno Stato iperinvasivo, illiberale,avido ed ottuso. Italioti permettendo.
  • Invia il tuo commento