È vero che l'Ater ha una sua autonomia ma noi abbiamo il potere di indirizzo e il mio obiettivo è trovare una soluzione in tempi ragionevoli». L'assessore alla casa della Regione Lazio, Teodoro Buontempo, fa il punto sulla vergognosa situazione del borgo di Sipicciano, grossa frazione di Graffignano, nel Viterbese. Un complesso storico acquistato dall'Ater nel paese della Teverina oltre 10 anni fa la cui ristrutturazione, per realizzare 14-15 appartamenti, non è mai partita e che versa in condizioni di totale degrado. Per questa operazione erano disponibili 2.269.000 euro ma nel 2009 l'Ater di Viterbo chiese di stornare la somma sul recupero di un immobile a Bagnaia, alle porte del capoluogo. Una decisione che ha innescato un contenzioso con il Comune della quale l'assessore spiega le ragioni: «Quei soldi, dopo l'approvazione di nuove norme antisismiche, erano insufficienti per la ristrutturazione, perché serviva il consolidamento della rupe. Secondo gli studi fatti, avrebbe portato il costo degli appartamenti a 2.200 euro al mq. L'Osservatorio del mercato immobiliare aveva stabilito che il costo di costruzione per le case a Graffignano oscillava tra 1.000 e 1.150 euro al mq, che è il massimo che può spendere un'Ater quando costruisce direttamente. A causa di questo lievitare di costi - afferma Buontempo - fu chiesto lo storno dei fondi che fu autorizzato dalla Regione il 23 dicembre 2009». Resta il problema di un patrimonio messo in sicurezza ma abbandonato al degrado. «E io intendo risolverlo - replica l'assessore - Farò un sopralluogo e promuoverò un tavolo tecnico». Buontempo indica anche la strada percorribile: «Penso alle norme contenute nel piano casa regionale approvato ad agosto, nell'ottica di un progetto di salvaguardia della specificità del luogo. Vedremo se vale la pena abbattere l'immobile e ricostruirlo, ovviamente laddove non ci siano vincoli particolari. Verificheremo anche se è possibile intervenire insieme al Comune. Mi sembra ridicolo guardarsi in cagnesco con l'Ater: l'obiettivo è dare risposte alle esigenze abitative e alla qualità della vita delle persone. Si può pensare a progetti per disabili, anziani, genitori separati. Ognuno deve fare la propria parte». La vendita può essere un'alternativa? «Con tutti i controlli del caso - conclude Buontempo - L'Ater oltre ad essere un ente che spende i soldi pubblici ha un'autonomia economica. Deve avere la capacità di trovare nuove risorse. Se con questo tipo di operazione l'Azienda dovesse togliersi un peso e con il ricavato costruire nuove case popolari, potrebbe essere un'ipotesi valida».
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24/01/2012