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21/01/2012, 15:52
Controffensiva di Anonymous dopo l'arresto per violazione della legge sul copyright dei fondatori del sito di condivisione. Colpito anche il Dipartimanto di giustizia Usa.
E' partito l'attacco degli hacker dopo la notizia che l'Fbi aveva spento il sito di condivisone dei file più grande del mondo, Megaupload, uno dei più popolari di tutta la rete e da cui migliaia di utenti scaricavano film e software piratati. La chiusura di Megaupload ha dato vita a un'ondata di rappresaglia, convocate dal gruppo Anonymous nella notte tramite Twitter.
L'ATTACCO Circa un'ora e mezzo la chiusura di Megaupload, con la tecnica del "denial of service" che blocca l'accesso al sito, gli hacker hanno reso off limits le pagine web del Dipartimento della Giustizia statunitense, della discografica Universal, della Mpaa (la Motion Picture Association of America), della Riaa (Recording Industry Association of America); in tilt anche il web della Warner Music, dell'Fbi e l'ufficio del copyright statunitense. Dopo l'attacco notturno, tutti i siti però sembrano aver recuperato in mattinata. Si è trattato, hanno detto i pirati informatici, del "maggior attacco mai condotto da Anonymous, a cui hanno partecipato almeno 5.653 persone. Le autorità accusano Megauploud di far parte di "un'organizzazione criminale responsabile di un'enorme rete di pirateria informatica mondiale" che ha causato oltre 500 milioni di dollari in danni ai diritti di autore.
"NULLA DA NASCONDERE" La corte di Auckland, in Nuova Zelanda, ha intanto convalidato l'arresto dei due fondatori del sito chiuso dall'Fbi fermati ieri dalla polizia in una residenza nella città neozelandese. Il tedesco Kim Schmitz, noto come Kim Dotcom, e Mathias Ortmann, rimarrano in carcere fino a lunedì, quando ci sarà l'udienza per la cauzione. "Non abbiamo nulla da nascondere", ha affermato Kim Dotcom durante l'udienza, dopo che il suo avvocato si era opposto a far entrare le telecamere nell'aula. I fermi sono stati compiuti in esecuzione di mandati d'arresto Usa. "L'Fbi ha contattato la polizia neozelandese all'inizio del 2011. Tutte le persone accusate sono state incriminate negli Usa. Continueremo a lavorare con le autorità americane per fornire assistenza nella procedura di estradizione", ha affermato l'ispettore Grant Wormald, dell'Agenzia neozelandese contro il crimine organizzato e finaziario.
INCRIMINATI IN SETTE In totale l'Fbi ha incriminato sette persone, accusate di violazione della legge sul copyright e associazione a delinquere. La retata ad Auckland è stata compiuta da 70 agenti che hanno fermato anche il direttore marketing del sito, Finn Matato, e un olandese, Bram van der Kolk. La polizia ha inoltre sequestrato asset per 50 milioni di dollari, tra cui automobili di lusso come una Rolls Royce Phantom Drophead Coupe.
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21/01/2012