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Notizie - Cultura e Spettacoli

21/01/2012, 05:30

È stato un "funeral party" come desiderava proprio lui, Carlo Fruttero, scomparso nella sua villa di Roccamare, a Castiglione della Pescaia, il paese che amava, che aveva scelto come residenza con la sua famiglia, che gli ha dato la gioia della cittadinan

Prima di lui l'aveva ottenuta solo sir Georg Solti, baronetto di Sua Maestà.

Castiglione della Pescaia, la "Piccola Svizzera", lo proteggeva e lui gli ha regalato amicizia e sorrisi. La cerimonia, nella sala consiliare del Comune dove era stata allestita la camera ardente, che tale non era perché non c'erano ceri o simboli religiosi, ma solo la bara chiara tra i banchi dei consiglio, coperti di libri "per consentire a mio padre - ha detto la figlia Carlotta - di continuare il suo zapping che lo ha impegnato per tutta la vita", doveva essere assolutamente gioiosa, all'insegna del sorriso. Aveva chiesto ginestre e girasoli, sostituiti per esigenze stagionali da rosmarino, mirto, arbusti di macchia mediterranea. Sulla bara i libri di Pinocchio, il preferito, i suoi occhiali, la penna, una scatola di sigari che gli aveva regalato Fabio Fazio, presente alla cerimonia con Ernesto Ferrero, direttore della Fiera del Libro di Torino e Mario Calabresi. Dentro la bara, accanto al corpo dello scrittore, che ha indossato per l'ultimo viaggio, come "ordinato" alle figlie Carlotta e Federica, le sue espadrillas gialle, un altro libro di Collodi, le sigarette, i fiammiferi e le monetine da consegnare a Caronte al momento del trapasso. Prima della sepoltura, davanti alla tomba di Italo Calvino, nel cimitero panoramico di Castiglione ("si erano promessi che avrebbero continuato a prendere un tè insieme nell'aldilà"), il brindisi e il buffet con tutti coloro che hanno partecipato al saluto gioioso, rispettando in pieno le volontà di Carlo Fruttero. Da ricordare l'aneddoto raccontato dal medico di Fruttero, la dottoressa castiglionese Janetta Giannotti: "La prima volta che sono andata a casa sua, l'ho trovato dietro ad un pino dove si era nascosto. Gli ho chiesto perché lo facesse e lui mi ha detto: "Le figlie mi buttano fuori di casa perché vogliono che faccia una passeggiata salutare". Poi commentava: "Mi fa male il cuore, soffro di reni, le gambe non mi reggono, a che mi fa bene la passeggiata? Allora mi nascondo, fumo due sigarette e rientro dicendo che sto meglio. E tutti siamo felici". Questo era il personaggio che ha voluto per sé un "funeral party". Riuscitissimo. Giancarlo Capecchi

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21/01/2012










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