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Notizie - Interni Esteri

18/01/2012, 23:20

Taxi in piazza: pronti alla guerra

La protesta al Circo Massimo continua. Rischio precettazioni. A sorpresa il governo incontra una delegazione, domani incontro ufficiale a Palazzo Chigi.

La protesta dei taxi contro le liberalizzazioni La protesta dei taxi continua e si inasprisce. Lo stop delle auto bianche iniziato la mattina a Roma ha contagiato in giornata le altre grandi città come Milano e Torino. Su tutto lo spettro della precettazione: alla fine della nuova giornata di stop il prefetto della Capitale ha diffidato i tassisti invitando Campidoglio e questura a segnalare disservizi e interruzioni di pubblico servizio. Il pugno di ferro è stato deciso dopo un altro giorno di passione per turisti e romani a caccia di taxi e alle prese col traffico. E per domani è atteso l'incontro tra sindacati ed esecutivo: il governo ha convocato per le 12 a Palazzo Chigi le varie sigle dei tassisti che oggi hanno varato un documento unitario intransigente in particolare sul rilascio delle licenze e sul ruolo dell'Authority.


La giornata del resto era iniziata con le parole niente affatto 'morbidè del leader dell'Uritaxi Loreno Bittarelli, ritornato 'falcò dopo una parentesi lampo da 'colombà. «Se il governo non ci ascolta faremo l'inferno -aveva tuonato di prima mattina- scateniamo la guerra. E se Š stata solo un'audizione, allora faremo sentire le nostre ragioni. Se vogliono il braccio di ferro davvero succede l'inferno». Parole scandite mentre i tassisti per la terza volta si riunivano al Circo Massimo, quartiere generale della loro protesta.


Le intemperanze di ieri, con blocchi stradali, aggressioni a colleghi in servizio e vere e proprie risse tra tassisti di Roma e Napoli, oggi però non ci sono state a parte qualche innocente petardo. Ha prevalso l'appello alla calma dei sindacati che hanno varato un documento unitario da presentare al governo. Punto centrale della loro controproposta alla bozza del governo il ruolo dell'Authority che per i tassisti non dovrebbe decidere sulle licenze, competenza che resterebbe ai comuni. Inoltre la piattaforma sottoposta all'attenzione dell'esecutivo prevede più posti di lavoro grazie all'introduzione della 'doppia guidà e più ore di servizio per migliorare l'organizzazione sul territorio. Bittarelli addirittura si è detto pronto a caldeggiare «l'emissione dello scontrino fiscale se il governo ce lo chiedesse». Proposte che saranno oggetto di un incontro col governo slittato alle 12 di domani. Dunque per ora con l'esecutivo è tregua.


Ma ad agitare la categoria è la decisione del prefetto di Roma di diffidare i tassisti, passo propedeutico ad una eventuale precettazione. In una comunicazione a Campidoglio e Questura il prefetto invita a «segnalare ogni disservizio che possa comportare l'interruzione di pubblico servizio con conseguente grave pregiudizio al diritto di libertà costituzionalmente garantito ai cittadini utenti». E per questo rappresentanti dei tassisti sono stati convocati dal Questore. Solidarietà e appoggio alla categoria arriva invece dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, da sempre sostenitore delle richieste dei tassisti. «Ho preso visione del documento unitario - dice il sindaco dopo avere incontrato i tassisti capitanati da Bittarelli - sono proposte che rispecchiano le esigenze della categoria ma che sono in grado di migliorare questo servizio pubblico molto importante tutelando i bisogni dei cittadini utenti».
 

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18/01/2012