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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

17/01/2012, 05:30
Corsa contro il tempo per il loro svuotamento. Il ministro: "Altissimo rischio ambientale per l'isola".
La speranza di ritrovare altri sopravvissuti al naufragio della Concordia diventa purtroppo sempre più flebile con il passare delle ore. A questo punto, scongiurare il disastro ambientale e recuperare la nave diventa la priorità. In particolare desta preoccupazione il carburante contenuto nei serbatoi. Sono circa 2400 tonnellate di gasolio che se finissero in mare causerebbero un disastro di proporzioni enormi. «Il rischio ambientale per l'isola del Giglio è altissimo. L'obiettivo è di evitare che il carburante esca dalla nave. Stiamo lavorando su questo» ha detto il ministro dell'Ambiente. Secondo Clini il pericolo riguarda «probabilmente l'intero arcipelago toscano e forse la costa: dipende dalle correnti e da come si muove il mare».
Fino a ieri non si segnalavano perdite di carburante. Gli elicotteri hanno avvistato qualche chiazza, attribuibile alle acque reflue di sentina, in grado di evaporare. In ogni caso sono intervenuti i mezzi anti inquinamento del ministero che hanno posizionato materiale assorbente per contenere le fuoriuscite. Il problema principale rimane il gasolio dei serbatoi, il cui svuotamento, in termini tecnici definito «allibo», deve avvenire il prima possibile. Un'operazione necessaria per procedere al recupero della nave, come ha detto lo stesso presidente e amministratore delegato della Costa, Pierluigi Foschi, che ha parlato di «tragedia di proporzioni importanti». Ma i tempi sono piuttosto lunghi (forse un paio di settimane) e le condizioni meteo sono previste in forte peggioramento a partire da giovedì. La società ha affidato ad una ditta olandese specializzata, la Smit Salvage di Rotterdam e ai loro soci genovesi della Cambiaso Risso Service, lo studio per il recupero della Concordia.
Entro 48 ore dovrà essere presentare il piano per il travaso del carburante ed entro 10 giorni quello per il recupero del relitto. Diverse le ipotesi per un'operazione definita «ciclopica». Il carburante nelle 17 cisterne situate a poppa andrà riscaldato per essere pompato fuori, perché è molto denso. Poi si passerà al recupero vero e proprio. Una delle ipotesi, illustrata dallo stesso Foschi, prevede l'utilizzo di alcuni grossi palloni per rimettere in linea di galleggiamento la nave e, una volta chiuse le falle, il traino da parte dei rimorchiatori fino ad un porto, probabilmente Livorno, per studiare la riparazione. Non è escluso che il relitto venga tagliato in diversi tronconi. Tuttavia i tecnici, in questo caso, impiegherebbero circa un anno. «In linea generale - ha spiegato uno dei dirigenti della Cambiaso Risso - è possibile agganciare lo scafo e tirarlo con alcuni rimorchiatori oppure usare argani particolarmente potenti su chiatte e infine utilizzare pontoni con i verricelli. Una volta ancorati i pontoni e agganciato lo scafo, è possibile azionare i verricelli all'unisono tentando di stabilizzare». Quel che è certo, è che va evitato l'inquinamento di un autentico gioiello naturalistico che avrebbe inevitabili ripercussioni sul piano turistico. Tra l'altro questo disastro fa seguito a quanto avvenuto il 17 dicembre scorso, quando una nave cargo della Grimaldi perse due semirimorchi con 200 fusti di materiale tossico, affondati al largo dell'isola di Gorgona.
Proprio per affrontare questa emergenza ieri era previsto a Livorno un vertice con Clini, il presidente della Toscana Rossi e il capo della Protezione civile Gabrielli. «Abbiamo ottenuto che il problema che ha colpito la Toscana diventasse una questione nazionale» ha detto Rossi. Il vertice è durato un paio d'ore e al termine Clini ha annunciato che il prossimo consiglio dei ministri dichiarerà lo stato d'emergenza con la nomina di un commissario: «Abbiamo convenuto che istituzioni nazionali e Regione valutino le procedure possibili a legislazione esistente per regolamentare il traffico marittimo di fronte alle coste della Toscana. A legislazione vigente vuol dire - ha aggiunto - utilizzando procedure che consentano la loro applicazione immediata».
Andrea Acali
17/01/2012