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Notizie - Politica

16/01/2012, 08:51

L'editoriale

Sette punti per i partiti

Di MARIO SECHI Angelino Alfano, Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani incontrano il premier per fare il punto sulla crisi. Se il trio andrà da Monti con un mandato da consegnare a un governo che non può essere indipendente dal Parlamento che lo ha votato, allora riusciremo a raddrizzare in extremis una situazione al limite del crac.

Angela Merkel ha detto di avere fiducia nell’Italia. Francamente mi sentirei molto più sollevato se, invece di occuparsi di noi, si desse da fare per cambiare la linea politica che sta portando al suicidio dell’Europa. Che la signora cancelliera dica o non dica dell’Italia non ha più alcuna importanza, il suo dogmatismo fallimentare è sotto gli occhi di chiunque abbia un po’ di autonomia intellettuale e conosca come funziona la finanza. Di questo passo l’Europa è kaputt e a esequie avvenute noi saremo sottoterra ma ai tedeschi resteranno i crisantemi.


Oggi riaprono i mercati, incrociamo le dita, accendiamo un cero e speriamo che dalle parti di Palazzo Chigi e Montecitorio si diano una svegliata. Mario Monti ha tutto il nostro sostegno, il governo di transizione è l’unico possibile, ma le cambiali in bianco non esistono. Mentre parte il D-Day (lo sbarco in Normandia del debito) Angelino Alfano, Pierferdinando Casini e Pierluigi Bersani incontreranno il presidente del Consiglio per fare il punto sulla crisi. Al loro posto andrei da Monti con un paio di grafici e tabelle e un memorandum finale: 1. l’andamento dello spread durante il periodo del governo tecnico; 2. l’andamento del debito pubblico; 3. il sell-off dei titoli di Stato italiani nelle ultime settimane e il calendario di emissioni a breve e a lungo nel 2012; 4. gli ultimi dati sulle entrate fiscali; 5. il numero di imprese fallite; 6. il credit crunch operato dalle banche nonostante l’iniezione di liquidità a bassissimo costo da parte della Bce; 7. una scaletta di richieste da fare all’Unione non con il cappello in mano ma usando il potere di veto dell’Italia, cioè un ultimatum alla coppia Sarkozy-Merkel. Se il trio di partiti che sostiene il governo va per fare quattro chiacchiere, si astenga. Se invece va da Monti con un mandato da consegnare a un governo che non può essere indipendente dal Parlamento che lo ha votato, allora riusciamo a raddrizzare in extremis una situazione al limite del crac.


Non c’è un minuto da perdere, perché l’intervento del Fondo Monetario Internazionale sul nostro Paese è un rischio concreto. L’Italia ha il suo debito e lo deve onorare, ma non possiamo pagare le colpe di Parigi e Berlino.

 

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Mario Sechi

16/01/2012

  • 16/01/2012 19:45
    Anche stavolta il Gran Contabile bocconiano racconterà la storiella che il pranzetto, ad uso gozzoviglia, è stato preparato e servito dalla mogliettina, che si è recata personalmente in negozi di fiducia e a basso costo ? Oppure è ricaduto sulla nostra gobba ?
  • 16/01/2012 19:31
    Direttore! E dove sta scritto che l'Italia deve onorare il debito detenuto in mani straniere? Se lo sa lo pubblichi per favore perché la panzana è grossa. Il credito troppo grande non é solo un problema del debitore, ma é anche un problema per il creditore...
  • 16/01/2012 15:27
    Mi pare che Monti non possa fare nulla se non ci sono i voti del PDL. Questo è un fatto. Quindi dire "Governo Monti" è una delle tante mistificazioni. In realtà gli elettori sanno esattamente chi ha vatato questi provvedimenti e sapranno ricordarsene al momento...
  • 16/01/2012 13:17
    Alfano, Casini e Bersani non hanno nulla da dire per come sono terrorizzati dalla crisi e dalla perdita di autorità decisionale. Sono anche loro parte della crisi per .... incompetenza ed interessi di partito. L'unica cosa che possono fare per il bene dell'Italia è sentire quello che vuole fare Monti, dire "si" e andare in vacanza per fare meno danni possibili. I cittadini sono stanchi e non vogliono più vedere politici incompetenti e sentire i loro discorsi datati 1960. La politica si deve rinnovare, darsi una scossa ed aggiornare il calendario al 2012.
  • 16/01/2012 13:09
    Lei è un inguaribile ottimista oppure a voglia sempre di scherzare. Se invece è ironia, allora sta sparando sulla Croce Rossa. La Germania non farà mai un passo indietro che significhi distribuzione della ricchezza. Del resto noi, almeno il ceto medio, ha già dato e certo non possiamo di più. Forse un a vera patrimoniale sui beni mobili e immobili posseduti potrebbe fare qualcosa per allungare questa agonia ma il destino dell’Italia e dell’Europa è segnato. L’Euro è stato un errore grossolano che è servito a far diventare più ricchi i ricchi e più poveri i poveri. Ora però, ammazzata la gallina dalle uova d’oro la gente non può comprare e quindi ai ricchi non rimangono che le penne…spero gli vadano per traverso!
  • 16/01/2012 11:42
    E lei crede veramente che siffatti politici siano capoaci di imporsi a Monti? No, faranno buon viso a cattiva sorte in attesa delle elezioni del 2013, non hanno ne la forza ne il coraggio.
  • 16/01/2012 10:44
    Gentile Direttore, la logica del suo ragionamento confligge con una oscena realtà: la antica dipendenza dei catto e postcomunisti dalla finanza mitteleuropea e dai grembiulini con regia della squadra e compasso USA. E ci vogliamo affidare a culatello Bersani ed all’infido Casini per imporci a Bruxelles? Da decenni i cattorossi e comunisti dalla giacchetta rivoltata remano contro gli interessi italiani per farsi i cavoli loro e pretendiamo ancora che si ravvedano? Sono troppe le cambiali firmate ai grembiulini finanziari mitteleuropei e nordamericani perché possano ribellarsi. Ma tanto che ce frega? L’Inter ha vinto, la Juve ha perso e Totti è in forma mentre gli outlet sono strapieni. Italiani, brava gente?
  • 16/01/2012 10:38
    speriamo che Alfano,Bersani,Casini abbiano letto il suo articolo!!!
  • 16/01/2012 09:36
    Viva la chiarezza, direttore:”… Mario Monti ha tutto il nostro sostegno, il governo di transizione è l’unico possibile …”. Se però lo ripetesse a voce alta a qualche riottoso che ancora rompe le scatole con amenità del tipo “democrazia sospesa”, “blitz dei catto-comunisti”, “colpo di stato” ecc. non sarebbe male, data l’ESTREMA delicatezza del momento. Piuttosto mi lascia molto scettico pensare che Monti, o chi per lui, abbia lo spazio per poter battere i pugni sul tavolo a Bruxelles. Dice un vecchio adagio: “quando sei martello batti; quando sei incudine statti” e non ci vuole molto per capire che in questo momento siamo ridotti ad essere incudine, se ancora andiamo disquisendo se sia giusto o no stanare gli evasori con qualsiasi mezzo, o se un parlamentare italiano guadagna più o meno di uno francese o tedesco.
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